Il giornalista analizza il ventennio della presidenza azzurra tra grandi traguardi sportivi e le tensioni diplomatiche con UEFA e media.
Il bilancio dei vent’anni di presidenza di Aurelio De Laurentiis resta un tema centrale nel dibattito sportivo nazionale, oscillando tra gli indiscutibili meriti gestionali e le spigolosità comunicative del patron azzurro. Durante la trasmissione “Si Gonfia la Rete” in onda su Radio Crc, il giornalista Sandro Sabatini ha tracciato un profilo netto del numero uno del Napoli, sottolineando come la sua figura sia stata determinante per scrivere una storia di successo non banale all’ombra del Vesuvio. Tuttavia, Sabatini non ha risparmiato critiche alla gestione dei rapporti istituzionali e mediatici, che nell’ultimo periodo avrebbero creato diversi attriti.
Secondo l’analisi di Sabatini, alcuni comportamenti del presidente non sono passati inosservati ai vertici del calcio europeo. In particolare, quella che viene definita come una sorta di “incontinenza verbale” avrebbe infastidito la UEFA, specialmente in occasione delle dure dichiarazioni contro le istituzioni rilasciate a ridosso della sfida di Champions League contro il Milan nella scorsa stagione. A peggiorare il clima diplomatico sarebbero state anche la vicinanza mostrata da De Laurentiis ai promotori della Superlega e la plateale interruzione dell’intervista di Matteo Politano ai microfoni di Sky Sport, un episodio che ha fatto il giro dei social e dei media internazionali.
Pur chiarendo di non voler ipotizzare alcun intento punitivo da parte della classe arbitrale come conseguenza di tali tensioni, Sabatini ha evidenziato come la tempistica di certe sortite sia stata spesso controproducente, anche quando i contenuti potevano risultare condivisibili. Il giornalista ha suggerito, con una punta di ironia, che per rendere “perfetto” il profilo di De Laurentiis servirebbe quasi un’applicazione virtuale capace di filtrare o posticipare le sue dichiarazioni pubbliche, evitando che queste possano agitare l’ambiente nei momenti meno opportuni.
In conclusione, la figura di De Laurentiis rimane quella di un leader capace di portare il Napoli stabilmente ai vertici del calcio italiano ed europeo, ma il cui carattere impetuoso continua a rappresentare un elemento di forte divisione. Se i risultati sportivi gli danno ragione da due decenni, la gestione della diplomazia calcistica sembra restare l’unico vero tallone d’Achille di una presidenza altrimenti trionfale.
Massimiliano Esposito
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