Salernitana – Cercasi presidente per andare in Serie A

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Claudio Lotito deve vendere la Salernitana per farla giocare in Serie A. Gravina si appella all’art. 16 bis del NOIF.

In cerca di un presidente. La promozione della Salernitana, dopo 23 anni, in Serie A potrebbe creare un precedente interessante in tema di multiproprietà da parte dei patron di calcio. Infatti, con l’acquisto della società granata nel 2011 da parte di Claudio Lotito si è dato inizio ad un susseguirsi di acquisti di squadre “satelliti” da parte dei presidenti di A, come ad esempio De Laurentiis con il Bari. Dopo 10 anni, il nodo è venuto al pettine ed emergono i contrasti tra Federazione e Lotito per comprendere la possibile soluzione per poter far partecipare la “bersagliera” (soprannome della Salernitana) nel massimo campionato italiano.

L’art.16 bis del NOIF

Il vincolo più duro che Lotito deve superare è l’art.16 bis del NOIF (Norme organizzative Interne della Federazione) che definisce al primo comma tale norma: “Non sono ammesse partecipazioni o gestioni che determinino in capo al medesimo soggetto controlli diretti o indiretti in società appartenenti alla sfera professionistica o al campionato organizzato dal Comitato Interregionale.”. Questo dettame stabilisce chiaramente l’inammissibilità di Lotito come presidente in contemporanea di Lazio e Salernitana. A dare ulteriore rafforzamento al concetto di posizione di controllo, il regolamento ha previsto anche casi relativi al possesso di una società di calcio da parte di parenti e affini (alle quali si chiedono delle deroghe), affermando che: “un soggetto ha una posizione di controllo di una società o associazione sportiva quando allo stesso, ai suoi parenti o affini entro il quarto grado sono riconducibili, anche indirettamente, la maggioranza dei voti di organi decisionali ovvero un’influenza dominante in ragione di partecipazioni particolarmente qualificate o di particolari vincoli contrattuali”. Infatti, la Salernitana presenta una situazione societaria in cui il pacchetto azionario è suddiviso per il 50% da Omnia Service s.r.l di proprietà di Claudio Lotito e gestita dal figlio Enrico, e per l’altro 50% da parte della Morgenstern s.r.l. di proprietà di Marco Mezzaroma, cognato del presidente della Lazio. Questo quadro non permetterebbe a Lotito di poter fare un passaggio di consegne verso il proprio socio. Qualora non si riuscisse a raggiungere entro agosto ad una soluzione idonea, le norme organizzative prevedono sanzioni stabilite al terzo comma dell’art.16 bis: “L’inosservanza del divieto di cui al comma 1 costituisce illecito e comporta su deferimento della Procura Federale, l’applicazione delle sanzioni previste dal Codice di Giustizia Sportiva. L’avvio del procedimento disciplinare comporta la sospensione dei contributi federali, da revocarsi in caso di pronuncia definitiva, favorevole alle società. Permanendo l’inosservanza del divieto di cui al comma 1 alla scadenza del termine, annualmente fissato, per la presentazione della domanda di iscrizione al campionato, le società oggetto di controllo non sono ammesse al Campionato di competenza e decadono dai contributi federali.”, lasciando l’opportunità di non procedere con le sanzioni nei casi previsti dal comma 4: “qualora il controllo derivi da successione mortis causa a titolo universale o particolare, o da altri fatti non riconducibili alla volontà dei soggetti interessati. Qualora sopravvengano, per i suddetti motivi, situazioni tali da determinare in capo al medesimo soggetto situazioni di controllo diretto o indiretto in società della medesima categoria, i soggetti interessati dovranno darne immediata comunicazione alla FIGC e porvi termine entro i 30 giorni successivi”.

Gravina

Lo scontro tra il presidente della Lazio/Salernitana e la FIGC sono dettate dalle parole di Gravina. Infatti, il presidente federale ha voluto lanciare il suo messaggio di non tolleranza a tale situazione durante il suo intervento a Radio Uno del 12 maggio 2021, affermando: “l’art.16 bis non consenta le partecipazioni in più società a livello professionistico. Il presidente Lotito ha goduto di una deroga avuta anni fa. Tutti sapevano cosa sarebbe successo: grandi auguri alla Salernitana per questo storico traguardo che potrebbe centrare, ma le regole sono le regole”. Claudio Lotito si è già messo in moto per cercare un imprenditore capace di acquistare, per all’incirca 30 milioni, tutto il pacchetto azionario della Salernitana e, rispondendo ai microfoni del Fatto quotidiano, rassicura il rispetto delle norme: “Cedere quote della società? Rispetterò le norme in modo pedissequo”.

Il caso della Salernitana diventerà, quasi sicuramente, un precedente che farà scuola nel mondo del diritto sportivo calcistico, a seguito anche di come andrà a finire. Certo che quando si tratta di Claudio Lotito si deve restare sempre allerta e comprendere le prossime mosse, come se fosse un mago che fa uscire il coniglio dal cilindro. Ci auguriamo che i festeggiamenti dei tifosi della Salernitana non restano invani, ma è il caso di ricordare che: “Dura lex sed lex”.

Francesco Abate

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