Sarri, Napoli: “Sarei potuto tornare a luglio, Scudetto 2018? Ho visto giocatori piangere, sogno infranto”

L’ex tecnico del Napoli parla del suo passato in azzurro e della situazione attuale del club

Maurizio Sarri è intervenuto ai microfoni di Sportitalia. Il nuovo tecnico della Lazio, durante l’intervista rilasciata ad Alfredo Pedullà, ha parlato tra le altre cose anche del suo passato al Napoli, toccando diversi temi come lo Scudetto perso nel 2018, e svelando un retroscena su dei contatti con il club lo scorso gennaio.

Queste le sue parole:

De Laurentiis l’ha chiamata. Perché non ha considerato un ritorno a Napoli?

“Non avevo la certezza di poter essere molto utile in corsa. E perché non c’erano tanti presupposti. Tutte le società che mi hanno cercato durante la stagione hanno ricevuto la stessa risposta: che ero a disposizione, se volevano, per parlarne a luglio”.

Quindi il Napoli non l’ha cercata a luglio. Ma a gennaio sì?

“Non era una trattativa vera e propria, solo un’informazione sulla disponibilità”.

Scudetto perso in albergo?

“C’è stata molta ironia sulla mia frase relativa a Inter-Juventus, ma chi gioca a calcio sa cosa intendo. Dopo la gara tra l’Inter e la Juventus, alcuni calciatori del Napoli, in albergo, la sera prima della partita contro la Fiorentina, piangevano per le scale. C’era la netta sensazione che lo Scudetto, per episodi poco chiari, fosse ormai andato via”.

Mertens punta?

Fu una botta di culo. Eravamo sopra 1-2 a Bergamo e io inserii Mertens come attaccante, pensando che in quell’occasione era utile. Fece il diavolo a 4. L’anno in cui perdemmo Higuain e si infortunò Milik, provai Dries come attaccante. Discussi con lui nello spogliatoio, alla fine fece 29 goal“.

Insigne?

“E’ da cinque d’anni il giocatore italiano più forte, l’ho visto fare cose durante l’europeo da paura. Ha fatto un gol che se avesse fatto qualcun altro sarebbe andato in telegiornale per tre giorni”.

Spalletti?

“Nell’ultimo periodo non l’ho sentito. Luciano ha l’esperienza giusta per gestire qualsiasi situazione. A Napoli è dura. Per ADL? Anche! (ride ndr) però è uno che ha raggiunto i risultati”.

 

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