Mario Sconcerti scrive sul dominio azzurro di Napoli-Juventus nel suo editoriale per il Corriere della Sera
“In sintesi, il Napoli meritava di vincere perché la Juve si è appoggiata troppo al suo gol, si è dimenticata di fare altro. Il Napoli ha attaccato sempre, ha portato nel primo tempo due volte Hamsik al tiro breve, ha colpito un palo con Mertens, ha visto un piccolo spettacolo inutile di Insigne. Ma della Juve niente, solo una difesa nemmeno organizzata al meglio, sempre in sofferenza nell’uno contro uno, sempre dentro un gioco che diventava troppo facilmente casuale. Credo che questa insufficienza bianconera sia dipesa più dalla forza del Napoli che dai difetti della Juve.
È una squadra ormai molto matura il Napoli, non molto dietro la Juve. Ieri non ha giocato perdendo fiato, buttando tutto il respiro, ha cercato quasi soltanto il calcio ed è stato superiore. Non è bastato né per vincere né per perdere, il che dà ragione a entrambe e soprattutto alla Juve, ma è il tragitto che è stato diverso. Troppo popolare quello della Juve, francamente un po’ antico. Vero che Allegri aveva assenze importanti, vero che la Juve è stanca e ha nei prossimi giorni ancora una partita a Napoli e poi il Barcellona. Ma è stato evidente che ha cercato il minimo nella convinzione bastasse. Ed è stato un errore, il Napoli è stato più forte, ha recuperato e quasi dominato. Che non abbia vinto conta solo per il Napoli, per i suoi programmi futuri. Ma la Juve ha dato di sé un colore marginale. Sono mancati Dybala che era fuori e Marchisio che era in campo. Lemina, Lichtsteiner, discretamente Khedira e tutti quelli che dovevano far gioco. Il male del pareggio è di quelli minori, danneggia più il Napoli”.

