Sebbene al Napoli, dopo la notte di Marassi, manchino due limpidi rigori, impazza invece il dibattito fra le più alte cariche del calcio italiano sulla possibilità di introdurre la tecnologia gol-non gol. Il presidente del Comitato olimpico Giovanni Malagò, a margine della consegna dei premi Coni, ha dichiarato: “Ho sempre sostenuto che si andasse oltre. Io vedo la moviola in campo, figuriamoci se non sono dell’idea di adottare la tecnologia su gol-non gol”. Il CONI quindi si schiera apertamente con l’ad del Milan Adriano Galliani che dopo l’episodio della rete fantasma di Rami nell’incontro con l’Udinese (nel fotogramma a lato il momento fatidico tratto da PremiumCalcio) ha annunciato ”una battaglia per l’introduzione delle tecnologia in campo”.
“Il dibattito sollevato in queste ore sull’uso della
tecnologia in campo non fa che confermare la bontà della scelta adottata dalla Figc in tempi non sospetti”. Lo afferma il presidente Carlo Tavecchio. “È del 9 ottobre – spiega – la disponibilità manifestata alla Fifa per l’uso della Goal line technology e per l’eventuale sperimentazione di strumenti che indichino con certezza e immediatezza il posizionamento del pallone in eventi fallosi al limite dell’area. Aspettiamo le decisioni dell’Ifab”.
Una voce contraria arriva, inevitabilmente, dal capi degli arbitri italiani. “Il calcio deve sempre progredire e noi siamo disponibilissimi – dice il presidente dell’Aia Marcello Nicchi – Ma voler investire in tecnologia quando ci sono arbitri che sul gol-non gol non hanno mai sbagliato, è parlare di niente. Ieri, per dire, si è parlato per ore di un gol che non è mai stato un gol… Spendere 250mila euro a stadio sarebbe uno spreco”.

