Spalletti troppo prudente: così la Juve ha ceduto al Napoli
Per La Gazzetta dello Sport, la sconfitta della Juventus al Maradona nasce prima ancora del calcio d’inizio. Luciano Spalletti avrebbe impostato una gara troppo prudente, più condizionata dal timore del Napoli che dall’atmosfera esterna. Una lettura che punta il dito su scelte iniziali estremamente conservative.
Secondo la rosea, l’allenatore ha rinunciato alle sue principali fonti di fantasia lasciandole tutte in panchina, mentre gli azzurri di Conte prendevano rapidamente il controllo del gioco. “Il sole di qualità che Conte ha scatenato in campo, Spalletti lo ha stivato in panchina: David, Openda, Zhegrova, Kostic… Nessuna punta di ruolo sul prato. Yildiz in attacco con Conceiçao in un 352 spesso come una maglia di lana e con una miseria di arte creativa in mezzo.”
Il risultato è stato un primo tempo in cui la Juventus non è riuscita a mettere in discussione il Napoli: niente tiri, nessun calcio d’angolo, molto affanno e pochissima personalità nella gestione del pallone. Solo dopo il vantaggio degli azzurri, Spalletti ha dovuto cambiare atteggiamento ricorrendo subito a David e modificando il sistema in un 3-4-2-1 più offensivo.
Da quel momento la Juventus ha mostrato un volto diverso e Yildiz, con una giocata d’autore, ha rimesso il risultato in equilibrio: “Yildiz ha trovato il pareggio con una magia solitaria nel tempio di Maradona (perché toglierlo?)”. Una scelta, quella della sostituzione del turco, che la rosea mette ulteriormente in discussione.
Ma nel punto più alto della Juventus, il Napoli ha riacceso la partita con l’intensità che aveva caratterizzato l’avvio: “il Napoli con la cazzimma a mille è andato a prendersi la meritata vittoria”. Per la rosea, è questo il vero spartiacque: gli azzurri hanno alzato il livello quando serviva, mentre la Juve è rimasta prigioniera delle sue paure iniziali.
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