
Steven Gerrard contro Gattuso. L’ex Liverpool definisce l’allenatore del Napoli uno sbruffone
Steven Gerrard contro Gattuso, Liverpool-Milan finale di Champions League, ancora se ne parla. La rivista francese So Foot dedica due ampi articolo all’evento. Il primo è dalla parte del Liverpool, con i ricordi dei calciatori. Il secondo è di Dhorasoo che ricorda il versante rossonero.
Uno degli aspetti più interessanti è la gestione di quell’intervallo. Da un lato Benitez, dall’altra Ancelotti. Questa è la versione del Liverpool.
«I giocatori del Milan arroganti? Sì, un poco», ricorda Djimi Traoré che assicura: al 45esimo i giocatori del Milan si vedevano già con la Coppa. «Non è nella mentalità inglese gioire quando si è avanti 3-0», spiega l’ex difensore del Liverpool. In Inghilterra ti insegnano che si deve rimanere concentrati fino all’ultimo minuto. «Ma quella notte – continua – ricordo abbracci e applausi come se avessero già vinto la partita. Non dico che celebrarono la vittoria, ma c’erano evidenti segnali».
Steven Gerrard ricorda: «Quando sono rientrato nello spogliatoio, ero cotto. Ho pensato, “queste stronzette (il termine in francese è salopes, ndr) credano che sia finita. Ma si sbagliano”. Ero senza parole, furioso per lo spettacolo che avevamo dato e ricordo il sorrisino di Gattuso».
Gerrard sostiene di aver visto l’italiano battersi il petto (lo conferma anche Dhorasoo nel suo articolo), sorridere nell’angolo, fare il pugno della vittoria in direzione degli spalti. “Che andasse a farsi fottere. Per me, Gattuso è solo uno sbruffone, uno con la lingua. Usa la bocca in modo aggressivo, ma in realtà fa paura come un gattino. Funziona solo per i suoi tifosi. Per il teatro».
Jamie Carragher non la pensa allo stesso modo: «Certo, ho visto Gattuso fare gesti verso gli spalti. Ma chi potrebbe biasimarli? Se fossi stato in testa 3-0 a fine primo tempo, avrei fatto la ruota da solo».
Benítez è l’ultimo a tornare nello spogliatoio. Si mette in contatto col suo vice: «non ho sentito il Milan festeggiare, li ha sentiti Alex Miller (uno dei suoi collaboratori, ndr). Sì. Ha detto ai nostri giocatori che stavano celebrando la loro vittoria. È stata una buona cosa per noi. »
Fonte il napolista
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