
“Questa è stata senza dubbio la peggior esperienza della mia vita, non la auguro a nessuno al mondo. Dolore, ansia, incertezza di non sapere cosa stesse accadendo e quanto tempo sarebbe durato. Sono stati i 15 minuti più lunghi e duri della mia vita”
“Ora lo shock sta piano piano andando via, dentro di me sta crescendo la voglia di vivere, di lavorare, di ridere, di amare, di allenarmi e di continuare a godere della compagnia dei miei familiari, dei miei amici, dei miei compagni di squadra; di sentire il profumo dell’erba, di vedere gli spalti pieni di persone che amano la nostra professione: gente buona che cerca emozioni per dimenticarsi del mondo sempre più pazzo in cui viviamo. Chiedo solo di vivere in pace e di metterci alle spalle tutte le guerre. Sapete cosa sento quando in questi giorni mi guardo il polso, gonfio e ferito? Orgoglio. Lo guardo con orgoglio pensando che del danno immenso che volevano arrecarci è rimasto solo questo. Grazie a tutti per il sostegno e l’affetto, mi avete riempito di forza per andare sempre avanti. Avevo bisogno di scrivere e sfogarmi per pensare solamente a rimettermi al 100% nel più breve tempo possibile. Un saluto, Marc”.

