Diciamoci la verità, solo il Napoli poteva trasformare una squadra
che in Italia militerebbe in Lega Pro in autentici fuoriclasse. A Berna gli azzurri erano nelle peggiori condizioni psicologiche per interpretare una gara che finì malissimo non solo per il punteggio. Ieri, invece, gli undici di Benitez hanno avuto la capacità ed il merito di ribaltare la scena e rilanciarsi in Europa League: il Principe è tornato rospo, i mattoncini sono diventati una muraglia, il morale dei tifosi è definitivamente risalito dalle suole fin sopra al centro delle emozioni. Le conferme sono che c’è un gruppo coeso e che le seconde linee sono in grado di far rifiatare i titolari ed anche in questo c’è la mano di don Rafè, o meglio la voce, perché per evitare i soliti fastidiosi cali di concentrazione ha urlato a bordo campo dal primo al novantesimo ottenendo il 40esimo successo sulla panchina del club partenopeo in 69 partite
TOP – Detto del modesto avversario, il risultato e la prestazione sono comunque da incorniciare e tutti gli azzurri oltrepassano la sufficienza. Piace la quantità di Gargano, la generosità di Zapata, lo sforzo di giocare sul lato meno favorevole di Mertens, la costanza di Koulibaly ed anche la ritrovata autostima di Rafel. Fra tutti emerge, ovviamente direte voi, Jonathan De Guzman.Ma non per un’indimenticabile tripletta che ribalta risultato e classifica del girone, ma perché ha dato un’indicazione chiara a mister Benitez, che in rosa abbiamo finalmente il giocatore degli ultimi 25 metri, che garantisce pressing, giro palla e anche quei letali inserimenti in area che ricordano tanto il Marek Hamsik dell’era mazzarriana. Poi lo stellone brilla alto in cielo e il giovanotto di Toronto, ma con passaporto olandese, riesce a segnare tre reti tutte diverse di cui la prima imprevedibile anche per il buon portiere degli svizzeri Yvon Mvogo (all’attivo sette parate decisive). Le altre due marcature invece denotano tutte le qualità dell’ex Swansea che solo chi sa aggredire gli spazi riesce a realizzare, con un inserimento in area piccola il secondo e, l’ultimo, con il più classico gol di rapina. Arma letale
FLOP – Il Napoli in una sola serata ha spazzato via anche il mito della
versione B capace solo di far vergognare i tifosi. Questa volta non ci sono né pugni né tergicristalli divelti, ma c’è la rumorosa assenza di un San Paolo che, complice la diretta tv in chiaro dell’evento, la scarsa qualità dell’avversario e, perché no, ’esigenza di risparmiare in tempi di crisi, non si riempie e non offre quella cornice europea così scintillante durante le più blasonate serate di Champions. Forse, il neo costituito Supporters Trust dei tifosi partenopei potrebbe già avere un primo obiettivo, creare con la società delle formule “multi ticket” o interi settori “multi family” per consentire a chi ne ha voglia di sfidare il maltempo e trascorrere una piacevole serata allo stadio.
MASSIMO AVINO

