Nel Napoli gli ingranaggi non sembrano girare così come speravano società e staff tecnico. Da un punto di vista strettamente calcistico, in molti, fra gli addetti ai lavori, si stanno interrogando su quali possano essere i motivi di questa clamorosa falsa partenza della stagione azzurra scaturita con la mancata qualificazione alla fase a gironi della Champions e i deludenti risultati del campionato.
Sono tanti, invece, i tifosi che, al grido “Caccia la grana” puntano il dito contro il Presidente Aurelio De Laurentiis e la gestione della società Calcio Napoli, tirando in ballo, però, informazioni e luoghi comuni facilmente confutabili. Ma c’è anche qualcuno che è entrato ampiamente nel merito analizzando questa fase deludente con un approccio nuovo e ripreso dal sito Calcioefinanza.it specializzato nell’approfondimento economico-finanziario che coinvolge le società di calcio italiane.
L’AUTORE – Fabrizio Vettosi, che si definisce innanzitutto un
gran tifoso del Napoli, nella vita è un manager molto noto e apprezzato negli ambienti finanziari soprattutto per la sua attività nel settore della consulenza ed ha realizzato uno studio finanziario dal titolo “SSC Napoli, un successo in chiaroscuro. Verso quali obiettivi?” che aiuta in maniera notevolissima coloro che vogliono capire, nel profondo, le scelte di gestione della società partenopea; in particolare come queste scelte siano cambiate nelle ultime stagioni e accompagnate da decisioni strategiche che non convincono: l’autore, quindi, mette alla berlina le incongruenze strategiche della dirigenza partenopea che questa prima parte della stagione sembra purtroppo confermare.
LO STUDIO – analizzando gli introiti degli incassi del botteghino (detti “matchday”) e quella della vendita dei diritti radio-tv (detti “broadcast), si legge “la SSC Napoli ha generato nella sua “nuova vita” circa 776 mil. € di Ricavi e, nonostante il contributo diretto dei “tifosi” sia stato rilevante (oltre 129 mil. di Ricavi da matchday), la componente di maggiore contribuzione (circa il 47%) perviene dalla vendita del Broadcast e, quindi, dai Diritti TV”. Inoltre, equiparando le società italiane a quelle europee, si ipotizza che i motivi di un così evidente gap possa dipendere “dalla capacità di fare business nello “stabilimento produttivo” (ovvero lo stadio), se è vero che sorprendentemente, ed in contrasto rispetto al passato, i Ricavi Commerciali sembrano avere una forte correlazione con i Ricavi matchday, il che farebbe pensare che la capacità di hosting degli stadi diventa un fattore critico di successo rilevante per lo sviluppo della brand extension”. Da qui si comprende come sia di importanza fondamentale la questione Stadio San Paolo e le scelte imminenti.
LE CONFERME – Quello che avvalora le preoccupazioni dei tifosi
è che dall’inizio dell’indagine di Vettosi (che dura da circa due anni) “osservo, con un pizzico di rammarico, che i cardini della mission aziendale della SSC Napoli stanno ulteriormente mutando progressivamente verso una gestione molto più rischiosa in senso operativo e fortemente dipendente dalle sorti dell’Area Tecnica” la cui strategia – si legge nello studio – “nel corso degli ultimi anni, è notevolmente mutata. Precedentemente si puntava alla ricerca di talenti giovani inespressi investendo soprattutto sul alcuni mercati target (ad es. l’America Latina) e motivando sia la società venditrice con prezzi interessanti che il calciatore attraverso contratti relativamente lunghi”.
Attualmente, quindi, sembra che si punti unicamente alla ricerca di “campioni” relativamente affermati con esigenze di remuneratività e potere contrattuale sicuramente superiori. Il modello operativo di business della SSCN ha subito, quindi, un cambiamento radicale che ha conseguentemente impattato sulla capacità dell’azienda di generare Flussi di Cassa Operativa.
LE CONCLUSIONI – “Dall’analisi di posizionamento – scrive Vettosi – emerge la totale assenza di una vision strategica focalizzata sugli aspetti corporate” e le cause di queste bassa competitività “vanno ricercate proprio nella scarsa capacità a realizzare una diversa destinazione delle risorse finanziarie generate dalla gestione operativa verso un’Area Tecnica giovanile degna delle dimensioni aziendali, di altrettante strutture tecnico-sanitarie, di Risorse “Intangibili” umane tali di creare progetti ruotanti sul brand in grado di attivare le diverse leve commerciali…” considerando che è una societa che rapprensenta una città unica e vanta milioni di tifosi in giro per tutto il Mondo.

