Mentre tutti i suoi compagni sono in giro per
il mondo e postano foto in divisa della propria nazionale, Walter Gargano regala agli amici di Instagram una foto tutta “i love you” nel più esclusivo ristorante di cucina giapponese del capoluogo partenopeo. Infatti El Mota ha detto no al tecnico Tabarez e, come tutti ormai sanno, resterà a Castelvolturno ad allenarsi e lasciarsi coccolare dalla famiglia ed in particolae dalla splendida moglie con cui condivide la passione per il cibo nipponico.
In due mesi e mezzo, dalle spettacolari cime del Trentino di Dimaro, abbiamo iniziato a conoscere un nuovo Walter che si dedica anima e corpo al Napoli, il club dove è tornato dopo due anni in giro per il nord Italia in prestito all’Inter prima e al Parma poi. Nei giorni del ritiro in molti erano certi che la presenza del piccolo centrocampista uruguayano fosse a scadenza: un ritorno che sembrava effimero e che dovesse portare all’addio o a un altro prestito; invece Gargano ha scelto di restare, per lottare per una maglia da titolare. Amichevole dopo amichevole, partita dopo partita, non solo ha dimostrato di apprezzare il ruolo tattico delineatogli dal Benitez ricambiandogli la fiducia, ma è stato fra gli azzurri che ha sudato di più quella casacca offrendo in campo tanta quantità per far dimenticare il prima possibile la partenza di uno come Behrami, ma anche una rinnovata qualità, con proiezioni offensive interessantissime: dalla conclusione da lontano di Udine finita contro la traversa, fino all’assist per la rete di Callejon nel 3-3 contro il Palermo.
Oggi Walter Gargano è diventato una pedina fondamentale del
centrocampo azzurro, tanto che con sette presenze tra campionato e coppe è il centrocampista più utilizzato finora da Benitez che ha schierato in sei occasioni Inler e in cinque Jorginho. Un ruolo sempre più centrale, insomma, per l’uruguayano che ha già convinto una larga fetta del San Paolo, che non gli lesina applausi. Anzi. C’è chi lo detesta a tal punto da scrivere uno striscione in cui la cosa più sprezzante è il fatto che non citano il suo nome ma lo chiamano con il suo nuovo numero di maglia “77”
La “colpa grave” è ben nota: le frasi d’amore nei confronti dell’Inter pronunciate da Gargano due anni fa al suo arrivo a Milano. Ma è proprio questa sincerità e genuinità che fanno di Walter un ragazzo unico e speciale che ha dimostrato una encomiabile professionalità.
E nella sua evoluzione, crediamo, un ruolo fondamentale lo ha giocato Miska Hamsikova, la signora Gargano, sempre al suo fianco, pronto a difenderlo soprattutto nei momenti più difficili quando il suo cuore si divideva fra il fratello azzurro e il marito con i colori di un’altre squadra.
Lei, sempre presente sui social, ha detto la sua, difendendolo e facendoci conoscere una persona diversa fuori dal campo nella speranza che finalmente anche le ultime sacche di resistenza del tifo partenopeo cambino e lo sostengano. Anche perché El Mota sta preparando una dolce vendetta, contro il suo ex allenatore Mazzarri e la “sua” Inter che troppo frettolosamente lo hanno scaricato e per questo lui è lì, a Castelvolturno e non in Arabia Saudita con la sua Nazionale perché per ora la sua Nazionale si chiama Napoli.

