L’edizione napoletana de La Repubblica svela un retroscena legato all’impiego di Dries Mertens da falso nueve
La necessità molto spesso aguzza l’insegno. E così il bomber per caso è diventato il capocannoniere della serie A. Perché nel suo biglietto da visita per ora è scritto proprio così. Dries Mertens, professione attaccante di razza. Sedici prodezze al suo attivo, una in più di Gonzalo Higuain, e chi lo avrebbe detto mai. L’intuizione è di Maurizio Sarri e parte da lontano, quando entrambi si allenavano assieme al centro tecnico di Castel Volturno.
Il belga in qualche circostanza diventava il vertice alto del tridente, magari proprio al posto del Pipita. Ed ancora: spesso era il riferimento centrale durante le partitelle e sfidava il giocatore argentino. I risultati avevano già intrigato l’allenatore azzurro che ha riproposto l’esperimento a Dimaro, nel corso della calda estate del Napoli tra l’abbandono di Higuain (destinazione Juventus) e la rincorsa al sostituto (poi completata con Milik). Mertens era in Trentino e prendeva confidenza con il ruolo in ritiro, mostrando un certo feeling nella nuova posizione. Il resto è storia recente: Milik s’infortuna al crociato anteriore, Gabbiadini non ingrana e Mertens diventa il protagonista assoluto di un Napoli a trazione anteriore: 55 reti all’attivo (bottino superiore allo scorso campionato) e un ruolino di marcia impressionante.
Due triplette, l’ultima col Bologna, e persino un poker, quello al Toro. Il discontinuo Mertens si è trasformato in un cannoniere implacabile. L’apprendimento, a dire il vero, è stato abbastanza naturale: la ricerca della profondità è sempre stata nel suo dna di campione e quindi ha dovuto soltanto perfezionare l’”elastico” che ha spesso disorientato gli avversari che non hanno riferimenti quando devono limitarlo. Il resto ovviamente è farina del suo talento. Il repertorio è completo. Mertens segna d’istinto, di potenza e di classe come il pallonetto al Toro che ha scomodato addirittura il paragone scomodo (per chiunque) con Diego Maradona. Mertens è entrato prepotentemente pure in corsa per la Scarpa d’Oro, trofeo riservato ai numeri 9 per eccellenza quelli che Mertens fino allo scorso campionato aiutava con i suoi assist (ne ha serviti comunque dieci).

