Tuttosport – Vaciago: “Accordi individuali tra giocatori e club, noti prima di qualsiasi indagine”.
L’edizione odierna del quotidiano torna a parlare dello scandalo Juventus. Questo è quanto emerge dalle parole di Paolo Piccatti, ex presidente del collegio sindacale bianconero, durante l’interrogatorio sull’inchiesta Prisma e la manovra stipendi: “Sapevamo quello che era uscito, cioè il risparmio e la riduzione tout court degli stipendi. Quando abbiamo letto gli atti di questo fascicolo delle chat e delle scritture, ci siamo sorpresi e arrabbiati”.
Guido Vaciago, sul suo fondo dedicato alla Juve, si appoggia a quanto detto in precedenza per spiegare che i termini della manovra stipendi, ritenuti ignoti, sono piuttosto lontani dalla realtà. Difatti, già nel 2020 sul quotidiano si leggeva: “Se si dovesse tornare in campo i giocatori riceveranno i soldi, ma non nell’immediato, più avanti. Inoltre, tra questa ipotesi e quella del taglio stipendi di un mese e mezzo, è stata anche individuata la rinuncia da parte della squadra: due mesi dei primi quattro (da marzo a giugno), se la Serie A fosse stata sospesa definitivamente. Oppure a un mese su quattro se invece si dovesse riuscire a portare a termine il campionato”.
Questo, proprio come accaduto, così come per “gli accordi individuali tra giocatori e club: erano noti prima di qualsiasi indagine, il quadro della manovra stipendi era già chiaro”. Dunque, le eventuali responsabilità della Juventus e dei suoi dirigenti verranno accertate dai vari tribunali, ma per scoprire alcuni dettagli non servivano le chat di squadra.
Fonte foto: Flickr.com
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