Non ce ne vogliano i tifosi, ma in questo mediocre campionato, se ci sono delle squadre da premiare per il gioco espresso, alla luce delle risorse a disposizione, queste sono Genoa, Sassuolo ed Empoli. Come sei giorni fa, il Napoli incontra incredibili difficoltà contro una formazione che schiera tre centrocampisti e un trequartista fra le linee. Certo, dagli azzurri ci si augura sempre che sfoderino una prestazione come contro la Roma, ma contro i toscani scende in campo il “solito” Napoli che gioca tre quarti di gara col freno a mano tirato per poi affannarsi per raggiungere nel finale il pari. Undicesimo risultato utile consecutivo che però vuol dire solo non perdere, perché la vittoria manca agli azzurri da ben un mese.
TOP – Ancora una volta non un bel Napoli.
Che inizia la gara intimorendo l’avversario. Ma minuto dopo minuto le lacune diventano paludi e gli uomini di Sarri ben presto sono avanti di due reti. Nella ripresa mister Benitez deve operare i cambi giusti per raddrizzare il risultato, come l’inserimento del Pipita, relegato precauzionalmente in panchina. Oppure come l’inserimento di Jonathan De Guzman, che subentra ad un Mertens che comunque la maglia l’aveva sudata. Ma l’impatto sulla gara dell’olandese è dirompente. L’ex Swansea è voglioso, propositivo e fa qualcosa che nessuno degli azzurri si azzarda di fare: giocare (e bene) tra le linee; si inserisce con grande opportunismo sfruttando una palla vagante in area empolese e regalando così il pareggio al Napoli. Nel finale “rischia” anche di segnare il gol vittoria, ma il corallino Luigi Sepe (ex partenopeo e top in campo fra gli ospiti) glielo nega strozzando in gola l’urlo del San Paolo.
FLOP – “Marek è un giocatore che lavora tantissimo. Si fa vedere, prova ad aiutare i compagni. Oggi ha tirato due-tre volte e non è andata bene. Se credo che bisogna cambiare qualcosa, lo sostituisco quando non gioca bene”. Queste le parole di Rafa Benitez a fine gara che però poco ci convincono. Marek Hamsik, anche questa volta, è stato volutamente sacrificato sull’altare del modulo del tecnico madrileno e buttato in una gabbia di leoni dove da solo è stato impotente nel costruire occasioni per il solo Zapata in attacco. A nostro giudizio è preferibile fargli caricare le batterie piuttosto che svilirlo continuamente e costringendolo a prestazioni incolori che poi puntualmente si concludono con un’umiliante sostituzione. Si prenda atto che questo modulo non gli si addice per niente e, sebbene la solita buona volontà ed il buon piglio iniziale, come sempre sparisce dalla manovra e lo relega al primo posto per i flop della gara. La speranza è che Benitez, dopo la visita giovedì scorso alla Cappella Sansevero, abbia trafugato qualche segreto al principe Raimondo Di Sangro in modo da mettere in pratica la giusta alchimia per donare nuova linfa tattica al capitano azzurro. Per ora la migliore, per noi, un po di panchina.

