L’ARSENAL. Wenger già teneva sotto la lente d’ingrandimento l’attaccante del Napoli. Ma ne ha apprezzato i progressi vedendolo all’opera nel doppio confronto in Champions League. In particolare nella sfida al San Paolo. Quella sera, undici dicembre 2013, Insigne subentrò al posto di Pandev fornendo a Callejon l’assist per il definitivo due a zero. E da allora Wenger, che stravede per i calciatori d’inventiva, quelli capaci di creare superiorità numerica, ha cominciato a farvi più che un pensiero. «Ne parliamo a Mondiale concluso», disse il coach-manager dei Gunners agli inizi di giugno.
BORUSSIA DORTMUND. Meno scoperto il tentativo degli ex vice campioni d’Europa, invece, ma altrettanto concreto. A Dortmund si erano catapultati su Immobile ma monitorando quanto accadeva intorno a Insigne. Jurgen Klopp, tecnico dei tedeschi, era rimasto persino folgorato da quel piccoletto tuttopepe. Un gol su punizione nella gara d’andata (mise al sicuro la vittoria dopo il vantaggio di Higuain) ed una rete anche al ritorno seppure ininfluente, entrambe a firma di Insigne. A Klopp non dispiacerebbe ricomporre la coppia che fece faville a Pescara con Zeman e pare che abbia chiesto ai dirigenti del Borussia di effettuare dei sondaggi.
A Insigne, però, le sirene del calciomercato poco importano. In questi giorni avverte solo voglia di staccare la spina e ritemprarsi in vista della ripresa dei lavori. Dopo la delusione del Mondiale e l’amarezza provata per la scomparsa di Ciro Esposito ai cui funerali ha partecipato visibilmente commosso, Insigne cerca solo un po’ di relax con il figlioCarmine e la moglie Jenny. Probabilmente riceverà un supplemento di ferie ma si farà trovare pronto per superare i preliminari di Champions, il primo traguardo stagionale da centrare a tutti i costi
Fonte: Il Corriere dello Sport

