Agnelli: “I cori di discriminazione territoriale nostre peculiarità, non vanno puniti. Ho perdonato Moggi, lui è un pezzo di Juve”

Juventus' club president Andrea AgnelliIl Presidente della Juventus, Andrea Agnelli, ha parlato di Luciano Moggi e di calciopoli rispondendo alla Triennale di Milano, soffermandosi anche sulle sanzioni applicate per i cori di discriminazione territoriale.

Ecco quanto evidenziato dalla nostra redazione:

Luciano Moggi rappresenta comunque una parte importante della nostra storia. L’Italia è il Paese del cattolicesimo e del perdono. Lo possiamo anche perdonare. Non può essere l’unico a pagare. Chi si è comportato allo stesso modo non può uscirne con uno scudetto”.

“Luciano Moggi è venuto allo stadio con i suoi nipotini e possiamo anche concederglielo. Del resto, dagli atti è emerso che c’era una cerchia di 20 società coinvolte, lperchè dovrebbe essere l’unico a pagare se tutti si sono comportati allo stesso modo?

Se sono stato l’unico a sbagliare è giusto pagare ma chi si è comportato allo stesso modo, non può uscirne con uno scudetto in tasca. Non ci si può dimenticare di questo. A Napoli ci sono due procedimenti penali che stanno arrivando alla fine e le carte dei tribunali danno l’idea di quello che si può fare. Poi ci saranno la Cassazione ecc. A quel punto potremo prendere una prima decisione definitiva su cosa fare in base all’iter processuale. Non ha senso parlare di prescrizione se emergono fatti nuovi. In quella stanza ci sono 20 società, non 7 miliardi.

Il presidente bianconero ha poi continuato sui cori discriminatori: “Mi dà fastidio che molte delle sanzioni applicate siano legate alla discriminazione territoriale che punisce a mo’ di razzismo il campanilismo, che invece fa parte della nostra cultura e non è razzismo. Vanno colpiti i buu, gli altri cori sono nostre peculiarità“.

 

Carmine Gallucci

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360 gradi è l'angolazione minima con cui osservo il mondo. Twitter: @CarmineGallucci

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