Antonio Corbo: “Punita la sciatteria degli attaccanti. La partita era…”

   
   

Il giornalista de La Repubblica, Antonio Corbo, nella sua rubrica “Il graffio” pone sotto i riflettori le condizioni di forma non brillanti di Ghoulam e Verdi:

“Si continua a parlare di Hamsik e Cina – esordisce Corbo – di affari e nostalgie, di sussurri e intrighi, perché a Napoli anche il calcio è teatro. Cambiano gli allenatori, i moduli, qualche giocatore, ma non cambia la squadra nella sua fragile bellezza. Questa era una partita decisiva per non perdere di vista la Juve, il Napoli riesce invece a dominare la Fiorentina senza mai stenderla, conclude male le aggressioni più veementi, da vicino tira alto come se la porta fosse sulla collina di Fiesole, se poi la mira è giusta prende la scena un ragazzo di vent’anni e pochi giorni, Alban Lafont, nazionalità francese, ma nato in un altro mondo, a Ouagadougou, capitale del Burkina Faso, un portiere che l’Italia imparerà a conoscere presto, agile e severissimo nel punire la sciatteria di Insigne, Mertens, Milik.

L’anno scorso a Firenze il Napoli perse lo scudetto. Dove, lo disse Sarri. In albergo. Perché il sabato sera ebbe uno choc: aveva visto la più perfida vittoria della Juve ben diretta dall’arbitro Mazzoleni. Ieri ha perso due punti su tre, quelli che valgono una domenica di serenità per la Juve attesa stasera dal Sassuolo, ma turbata fino a poche ore fa da segnali di crisi, sei gol presi in due partite. È il Napoli a rinfrancarla, con un pareggio che lascia poche note positive e molte perplessità.

La prima è l’infortunio di Mario Rui all’inizio. I malanni muscolari erano rarissimi. Stavolta a freddo, che succede? L’inserimento imprevisto di Ghoulam rivela condizione ancora modesta, che Pioli tenta di sfruttare inviando nel settore sinistro un minaccioso Chiesa. Tutta la catena destra della Fiorentina porta energia con Dabo che sostiene Chiesa, in parallelo con una una fonte centrale che dal solido e prezioso Veretout alimenta Muriel. Tutto si svolge sul centro-destra, ma nulla impedisce al Napoli di reagire con il recuperato Allan, spesso con Fabian Ruiz e Zielinski. Attenzione, però. La posizione di Fabian Ruiz al centro della mediana non convince, perché il fine centrocampista spagnolo è macchinoso nella ripartenza, non è essenziale né semplifica la distribuzione, gli sta poi addosso Edmilson. Tutta la Fiorentina marca stretto, cominciano nella fase passiva gli attaccanti, bloccano Koulibaly ieri sotto tono e anche un impeccabile Maksimovic. Che il Napoli inverta con qualche disagio il gioco lo dimostra Meret: oltre a parate importanti, rinvia lungo per raggiungere Mertens e Insigne. Come dire: bisogna saltare il centrocampo e uscire dalla pressione viola.

Nel secondo tempo, Ancelotti mette Allan al centro per dare più spazio alla creatività di Fabian: sarà così anche in futuro per chiedergli più aperture e luce. Sostituire Hamsik non significa stare davanti alla difesa ma inventare subito e in semplicità. A Firenze c’è anche l’ingombrante arbitro teramano Calvarese, corre accanto a Zielinski, trovandosi troppo spesso sulle linee di passaggio del Napoli. Positiva la prova di Hysaj, è così rinviato l’ingresso di Malcuit, più adatto a giocare senza avversario per la latitanza di Gerson da quelle parti e l’indefinita posizione di Biraghi che talvolta lascia la difesa a tre per avvicinarsi a Callejon.

La sostituzione di Mertens e Insigne non cambia molto, si muovono molto e sprecano altrettanto. Milik e Verdi non elevano il potenziale offensivo. Come se Verdi dal no di un anno fa, mercato di gennaio 2018, fosse rimasto a Bologna. È passato più di un anno.

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Mario Scala

About Mario Scala

Sono nato a San Giorgio a Cremano(NA) il 19/11/1983. Ho frequentato l'ITIS Alessandro Volta e nel 2002 diventato perito informatico. Nel 2006 ho conseguito la laurea breve in "Scienze organizzative e gestionali ad indirizzo marittimo e navale". Risiedo attualmente in provincia di Massa Carrara. Fino a che avrò 36°C in corpo FORZA NAPOLI.

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