Avv. Pisani: Maradona pagherà 2-3 milioni a Equitalia, ma non rinuncerà a dimostrare la sua innocenza

Diego-MaradonaHa deciso di aderire al condono proposto da Equitalia, ma invece degli 11 milioni chiesti dal Fisco italiano ne paga solo tre: si apre un nuovo capitolo dell’annosa vicenda di Diego Armando Maradona. Ansioso di tornare in Italia e a Napoli dove lo attendono sponsor disposti anche a pagare per cercare di arginare i suoi contenziosi con il fisco. «Ma intanto va avanti il processo – spiega l’avvocato del Pibe, Angelo Pisani – per dimostrare che Diego non è mai stato un evasore perché non esiste violazione fiscale e perché la notifica del procedimento iniziato contro di lui non gli è mai stata notificata».

L’emozione e la magia di Maradona al San Paolo aveva elettrizzato i tifosi, in occasione della semifinale di Coppa Italia vinta con la Roma, ed esaltato i giocatori in campo visto che dal momento dell’ingresso di Diego allo stadio gli azzurri avevano segnato i due gol che hanno messo al sicuro la qualificazione. L’entusiasmo di quanti hanno accolto il ritorno del Pibe de oro sembra aver convinto Maradona che il suo futuro è più roseo in Italia e sul Golfo. Ecco perché ieri è arrivato l’annuncio: Diego ha deciso di accedere alla sanatoria proposta da Equitalia ma pagando solo 3 milioni, invece degli 11 richiesti tra i sei della multa e i cinque degli interessi. «Da una parte quindi Maradona paga, garantendo la sua totale correttezza – spiega l’avvocato Angelo Pisani a Radio Crc – ma contemporaneamente va avanti davanti ai giudici per dimostrare che quello che sta pagando, non avrebbe mai dovuto pagarlo. Il pagamento viene fatto affinché non passi troppo tempo, come accaduto con Sofia Loren, ed evitare di avere dunque giustizia tra 30 anni. La somma che Maradona paga non è di 6 milioni perché Diego è stato assolto nel ’92 dal Tribunale di Napoli perché il fatto non costituiva violazione. Quindi parliamo di 2 o 3 milioni di euro in attesa di dimostrare che non è un evasore».

La battaglia dunque si sposta al 4 maggio quando si discuterà della questione davanti al Tribunale di Napoli. Secondo il legale di Diego non c’è incertezza: appena i giudici leggeranno le carte non potranno che dichiarare che non è mai esistita violazione fiscale dall’ex 10 azzurro. «Anche il mancato ricorso non è una colpa da attribuire a Diego – continua Pisani – giacché Maradona non ha mai ricevuto la notifica dell’atto originario di questo presunto accertamento fiscale. Diego non voleva nemmeno che gli sponsor pagassero per lui questa transazione perché voleva giustizia e ne fa una questione di principio e di dignità.

Fonte: Il Mattino