Si sa, a Napoli le voci circolano in fretta e proprio i napoletani sono la miglior cassa di risonanza per gli accadimenti più importanti. Ed allora più di mille post su Twitter o comunicati ufficiali, valgono poche parole espresse da un tassista tifoso verso un cliente che sorride sperando che quel “Benvenuto Mister” sia l’investitura ufficiale della Città. Uno sdoganamento non semplice per Maurizio Sarri, un toscano paradossalmente figlio di “emigranti al sud” per lavoro proprio a Napoli dove nacque il 10 gennaio di 55 anni fa. E Napoli queste cose le avverte, le comprende. Non a caso la deludente parentesi estera di Benitez è frapposta fra Mazzarri e, forse, proprio Sarri. Non nascondiamoci. Il Napoli quest’anno è caduto rovinosamente e con lui si torna indietro, si riparte obbligatoriamente da zero ma lo si fa con una persona seria, schietta, e anche rigida che possa tenere a freno l’indole dei calciatori ma che offra ai tifosi una squadra che sappia innanzitutto giocare un bel calcio.
Dopo la cena di ieri sera con De Laurentiis, oggi è il giorno della riflessione per Sarri. Farà un giro per la città, penserà all’offerta arrivata dal patron azzurro: 1,5 milioni a stagione con una “wild card” che vale due anni e la possibilità di ricominciare dai tre che lo hanno supportato a fare grande l’Empoli, Valdifiori, Mario Rui e Sepe. Lunedì ci sarà una visita a Castelvolturno per imparare a conoscere la sua sede di lavoro ma non la sua abitazione, perché Maurizio Sarri e signora preferiranno vivere fra la gente, fra i tifosi e non in una nicchia asettica. E lunedì sarà anche il giorno della firma e, finalmente, saranno tutti i napoletani a dire “Benvenuto Mister”.
Massimo Avino

