Gianluigi Buffon, portiere dell’Italia ha rilasciato un’intervista a Sky alla vigilia della gara contro la Svezia. Ecco quanto ha dichiarato: “Sono giorni intensi, nei quali si è accesa la spina e bisogna ancora andare a riposarsi com’è giusto che sia. L’impegno è talmente importante che non ti puoi permettere di essere rilassato e si lavora ogni secondo pensando a qualsiasi tipo di parola o soluzione da poter dare alla causa per ribaltare il risultato. Se non avessimo fiducia non giocheremmo la gara di ritorno. Siamo una squadra che ha le possibilità per ribaltare il risultato e non dobbiamo abituarci alla mediocrità. Dobbiamo restare sul piano dell’eccellenza, c’è da combattere non solo in campo, ma anche fuori. Si parla poco tra noi, si parla il giusto, sempre in maniera costruttiva e propositiva e sempre per condividere e per dare una mano a chi ne ha bisogno. Mi sento parte del gruppo e della nazionale, tutti facciamo parte di questa spedizione. Non ho mai visto un giocatore ed un allenatore vincere da soli o perdere da soli. E’ uno sport di squadra, ci insegnano a poter dividere meriti e colpe con gli altri. Domani ci sarà la massima tensione durante il riscaldamento per essere pronti a giocare. Dovremo essere noi a trascinare il pubblico, spero solo che non ci si avvicini a questa partita con uno spirito critico. Spero di non sentire fischi allo stadio durante la gara, vorrei che i tifosi mostrassero la nostra bandiera e tifassero per noi. Daremo tutto”.
In conferenza, Buffon si è rivolto direttamente ai tifosi: “Il giocatore dev’essere spinto dal pubblico amico, per approcciare la gara con lo spirito critico. Mi emozionerebbe se chi avrà intenzione di venire allo stadio, si spogliasse del tifo per Juve-Roma-Milan-Napoli ed indossasse l’azzurro dell’Italia. Per le critiche spazio dopo la fine della partita, tutti dobbiamo avere l’umiltà di accettarle”

