L’edizione odierna del Corriere dello Sport mette a confronto l’attacco del Napoli e quello della Juventus. Ecco quanto riportato dall’edizione on-line del quotidiano
A vedere il Napoli viene da chiedersi quando giocherà male. In questa stagione lo abbiamo visto soffrire a Kiev sul piano tattico e a Marassi contro il Genoa su quello della corsa, ma nemmeno in quelle due partite ha giocato male, anzi. Il Napoli è una meraviglia che macina gioco e gol. Ne ha già fatti 20 fra campionato e Champions e mai una volta è rimasto senza segnare. Il suo attacco è corale e per questo diverso da quello della Juventus. Certo che 8 gol in 24 ore di Champions, segnati in due gare da due squadre italiane è una merce rarissima. I campioni d’Italia hanno disfatto una squadretta, è vero, però se avessero speso tutte le loro energie (e non era proprio il caso), di gol ne avrebbe fatti anche una dozzina. I vice campioni d’Italia sono stati costretti a un lavoro più intenso, più complicato contro il Benfica, ma una volta davanti hanno straripato. Higuain, Pjanic, Dybala, Dani Alves, Hamsik, Mertens (due volte) e Milik, la seconda giornata di Champions è stata nostra (delle squadre italiane, intendiamo, anche se nessuno dei marcatori è italiano…). Trasportando questo tesoro di gol in campionato, quest’anno potremo divertirci anche in casa nostra. Se conta il peso specifico degli attaccanti, meglio la Juve; se conta il peso specifico del gioco d’attacco, meglio il Napoli. Almeno per ora è così.
IL CONFRONTO – La Juve, come un anno fa, vince partite che non domina, partite oscure, di attesa, ma le vince (due eccezioni: Inter e Siviglia) perché Higuain è unico e Dybala lo stesso. Perché pur non essendo ancora una coppia vera, completa, sono individualmente straordinari. Ma il Napoli come attacco è oltre. Pensavamo si fosse indebolito con la cessione di Higuain alla Juve prima di scoprire che Milik ha segnato finora due gol più dell’ex. Sarri ha risolto con brillantezza i problemi che si sono creati col cambio di centravanti, problemi che, per la verità, forse sono sorti a Castelvolturno perché in partita non si sono mai visti. Ha accentrato un po’ le due ali, più Mertens di Callejon, tantoché il belga si muove anche da seconda punta.

