La morte di Diego Armando Maradona, il più grande calciatore di tutti i tempi, sta facendo parlare un po’ tutto il mondo
La morte di Diego Armando Maradona, il più grande calciatore di tutti i tempi, sta facendo parlare un po’ tutto il mondo. Ecco cosa scrive Marcello Chirico su calciomercato.com:
“Per chi ama il calcio, Maradona ha rappresentato questo sport in tutta la sua essenza. È stato un calciatore magnifico, straordinario, un top assoluto. Maradona era il calcio, nella sua accezione artistica più alta. Ovvero estro, genialità, imprevedibilità, bellezza, stupore, emozione e pura poesia. Lo dico da avversario: mi ha fatto arrabbiare e disperare tante volte, ma Diego era davvero troppo forte. Un mostro di bravura. Faceva cose che gli altri non sapevano fare”.
Marcello Chirico, giornalista di fede juventina, ha poi proseguito nella sua scrittura:
“Proprio la Juventus lo ha ricordato sui social pubblicando niente meno che il video della famosa e impossibile punizione realizzata dal Pibe in quel Napoli-Juve dell’84, da dentro l’area juventina. Solo lui poteva riuscire a fare gol da quella distanza (neanche 6 metri), e lo fece. Anni dopo si vantò, nel documentario realizzato su di lui da Kusturica, di aver rifilato con quel Napoli ben 6 reti in una sola partita alla squadra di Giovanni Agnelli, “unica formazione del Sud” fino ad allora, ma non era vero: una volta, a Torino, lui e il Napoli arrivarono al massimo a farne 5, così come capitò un’altra volta al San Paolo, in Supercoppa. Una delle tante sue esagerazioni, quella volta veniale. Imparagonabile coi tanti eccessi della sua vita fuori dal campo. Perché non li si può dimenticare, o volutamente oscurare pur di far risplendere il mito nel giorno della sua improvvisa scomparsa. Non concordo con Sconcerti quando dice che, davanti alla morte, Maradona non vada messo in discussione, men che meno giudicato. Perché gli errori fanno parte del gioco e sarebbe fuori luogo, probabilmente meschino e ingiusto, ricordarli proprio in questo momento, nel quale bisognerebbe solo inchinarsi davanti all’icona. Personalmente ritengo più ipocrita far finta di nulla e andare solo di violino. I giudizi su Maradona sono già stati espressi, nel tempo, sia per le tante cose belle fatte vedere sul prato verde, così come per le troppe negative mostrate fuori. Maradona ha abusato della cocaina, per sua stessa ammissione, però non riuscì mai a rompere questa sua dipendenza, con inevitabili conseguenze pure sulla professione. E alle droghe ha spesso associato pure l’alcol. Ha intrattenuto rapporti con la camorra e personaggi della malavita napoletana. È stato amico di un dittatore sanguinario come Fidel Castro. È stato protagonista di un lungo, e mai risolto, contenzioso col fisco italiano, causa evasione fiscale nel periodo in cui giocava nel Napoli”.
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