Consiglio FIGC, scontro sulle regole: Napoli contro le big
Il nodo delle regole economiche torna al centro del dibattito calcistico italiano con un consiglio federale convocato d’urgenza, destinato a fare chiarezza dopo le tensioni esplose nell’ultima assemblea di Lega Serie A. A riportare i dettagli è Tuttosport, che ricostruisce un confronto acceso e carico di implicazioni politiche e sportive.
“È in programma oggi un consiglio federale straordinario, convocato in fretta e furia ieri nel tardo pomeriggio, dopo la votazione avvenuta nell’ultima assemblea di Lega Calcio Serie A. Una riunione nella quale i toni si sono accesi, con De Laurentiis protagonista di uno scontro verbale con altri presidenti. Il Napoli ha sempre considerato paradossale il blocco: pur non avendo un fatturato elevatissimo rispetto alle altre big, il club ha ampie riserve di liquidità accantonate”.
Al centro della discussione, la norma che limita l’operatività sul mercato nonostante disponibilità finanziarie importanti. Una situazione che il Napoli contesta da tempo, ritenendola incoerente con la solidità dei propri conti.
La spaccatura, però, non è soltanto regolamentare ma anche politica, e coinvolge direttamente le squadre di vertice. “La vicenda ha però creato una profonda spaccatura, tutta interna alla corsa scudetto: il Milan ha votato contro, le astenute sono Juventus, Inter e Roma. Non a caso, le principali concorrenti del Napoli per il tricolore, ma anche per i primi quattro posti, che alla fine della fiera sono il vero obiettivo da non fallire per le grandi squadre”.
Il ruolo di Aurelio De Laurentiis emerge come centrale: da mesi sostiene la necessità di un cambio di regole e in assemblea ha alzato i toni contro i vertici federali, chiedendo interventi immediati e paventando anche azioni legali. Una linea che non è stata accolta con favore da alcune figure chiave del sistema.
“Su tutti, le argomentazioni di Adl – a cui va riconosciuto di aver sostenuto questa tesi da mesi, e che in assemblea ha duramente attaccato i consiglieri federali per non aver modificato le regole prima, arrivando a prospettare denunce – e soprattutto la successiva delibera non sono piaciute a Giorgio Chiellini e Beppe Marotta, rispettivamente Director of Football Strategy della Juventus e presidente dell’Inter. In assemblea erano furenti, sono consiglieri federali (gli altri due in quota Lega sono il presidente Ezio Simonelli e Stefano Campoccia, vicepresidente dell’Udinese)”.
Ora la parola passa al consiglio federale: dalle sue decisioni dipenderanno non solo gli equilibri del mercato, ma anche quelli – più ampi – della corsa ai vertici del calcio italiano.
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