Conte: “Siamo in super emergenza, ma non molliamo”
Nel post-partita, ai microfoni di Dazn ha parlato Antonio Conte, analizzando la sconfitta, la situazione d’emergenza della squadra e le difficoltà fisiche e mentali del momento.
Che cosa le resta di questa partita e di questa sconfitta? Si poteva fare qualcosa in più?
“Finché la partita è rimasta sull’1-0 era totalmente in equilibrio. In gare così basta un episodio a favore per raddrizzarla. Dopo il secondo gol c’è stato un colpo psicologico importante, si sono aperti gli spazi e abbiamo cercato di essere più offensivi con le poche sostituzioni che avevamo, ma abbiamo preso anche il terzo gol.”
C’è stato anche un episodio nel primo tempo che poteva cambiare l’inerzia della gara.
“Non sono qui per commentare le decisioni arbitrali. Non avrebbe senso tornare sempre su cose che non stanno funzionando.”
La squadra sembra fragile mentalmente dopo un errore. È una sensazione corretta?
“L’ultima partita di campionato persa è stata contro l’Udinese, poi ne sono passate tante, compresa la Supercoppa che abbiamo giocato in emergenza. Adesso siamo in super emergenza vera e propria.”
Quanto pesa questa situazione continua di infortuni?
“Stiamo perdendo giocatori uno dopo l’altro. Non parliamo di assenze brevi: alcuni sono stati operati, altri hanno allungato i tempi di recupero. Abbiamo perso anche il portiere, altri non erano disponibili oggi. Diventa davvero molto difficile.”
Eppure continuate ad andare avanti.
“Dobbiamo andare avanti. Questi ragazzi vanno elogiati: giocano con intensità, con pochi giorni di recupero, con il gruppo che si assottiglia sempre di più. La barca è in mezzo al mare con onde molto alte ed è pericoloso, ma nessuno vuole scendere. È una questione di onore, di uomini prima ancora che di sportivi.”
Il calendario non aiuta: Champions e campionato ravvicinati.
“Mercoledì giochiamo contro il Chelsea, non contro l’ultima in classifica, poi dopo due giorni e mezzo c’è la Fiorentina. Saremo sempre gli stessi, nessuno recupera. Chi doveva rientrare ha allungato i tempi.”
Anche alcuni big non sono ancora al meglio.
“Ho messo in campo qualcuno per dieci minuti per dargli fiducia e vedere se poteva aiutarci, ma non è ancora in condizione. Per i miracoli ci stiamo attrezzando, speriamo di trovare la strada giusta.”
Nonostante tutto, lei non abbassa mai la guardia.
“No, mai. Questi ragazzi vanno abbracciati uno per uno. Stanno mettendo anche a rischio la loro incolumità giocando ogni tre giorni. Alcuni fanno anche le nazionali, giocano sempre. Non è semplice.”
Fonte foto in evidenza — Archivio —
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