Il tecnico interista Antonio Conte ha rilasciato un’intervista a Il Corriere della Sera, ha parlato del suo ritorno in Italia e della sconfitta contro il Barcellona.
Conte definisce la Juve una corazzata con campioni abituati a vincere. Il gap aumenta ogni anno.
“La prima volta di Antonio Conte contro il suo più importante passato. Ma l’allenatore interista più che della super sfida tra Inter e Juventus, si è dedicato a esternare tutto il suo malumore in merito alla petizione di presunti tifosi juventini che vorrebbero togliere la sua stella dell’ex dallo Juventus Stadium. Al riguardo Andrea Agnelli aveva lasciato intendere di non essere d’accordo e di ritenere che la stella non si dovesse toccare perché la storia rimane e chi l’ha scritta non si cancella. Anche se può venir meno l’affetto e la riconoscenza, non si cancella il ricordo. Conte non si è lasciamo sfuggire l’occasione per mandare a dire «So che Agnelli mi ha difeso, ma non avrebbe dovuto commentare perché così ha dato risalto a una proposta volgare e stupida, finendo per dare spazio agli ignoranti e agli stupidi».
Nervoso e parecchio arrabbiato Antonio Conte. E quando gli è stato chiesto di inviare un messaggio ai tifosi che saranno a San Siro domenica sera ha replicato: «Il calcio è sport, non guerra, uno sport che deve tramandare valori umani e sportivi e non odio e violenza, sentimenti che, invece, in Italia stanno attecchendo in misura esponenziale. Io sono pronto ad alzare la mano e a dire basta: non mi tiene nessuno a fare l’allenatore. Da quando sono tornato dall’Inghilterra sono in grande difficoltà e mi ripeto spesso: ma chi me lo ha fatto fare? Se continua così lascio perdere, magari non sarà una grande perdita per il calcio il mio abbandono, ma pure a me non mancherà».
Tornando alla sfida con la Juve, Conte l’ha analizzata così: «È una gara tra 2 squadre che ora sono in testa alla classifica e hanno fatto meglio di tutte, però mancano ancora 31 giornate alla fine. E noi siamo appena all’inizio del nostro percorso. La Juve? Ha dettato legge negli ultimi 8 anni in Italia: è una vera e propria corazzata. La squadra di Sarri ha già una precisa fisionomia ed è abituata a vincere. In rosa ha giocatori con un ricco e importante palmares».
Poi l’allenatore interista ha ricordato il motivo per il quale il club di Andrea Agnelli continua a vincere. «La Juve aggiunge ogni stagione e non sostituisce. Ecco perché, anno dopo anno, sale sempre più in alto, mentre le altre scendono. Ormai si è creato un gap tra i bianconeri e le altre squadre che non sarà facile colmare».
Dopo l’immeritata sconfitta del Camp Nou come arriva l’Inter al faccia a faccia con la Juve? «Avremo la giusta convinzione ed entusiasmo di giocarci questa partita» ha garantito Conte prima di precisare che Lukaku giocherà solo se a posto fisicamente.
Oltre 75mila spettatori per un incasso record, il più alto di sempre in Italia, di 6,5 milioni di incasso, oltre 200 paesi collegati. Conte ha garantito ai tifosi interisti: «Lavoriamo giorno e notte per far andare la macchina a 200 all’ora. Niente scuse e alibi dopo Barcellona. Se il Barca ha vinto è perché ha fatto più di noi che abbiamo commesso errori evitabili sui quali ci lavoreremo. La verità è che, nel secondo tempo, abbiamo difeso andando all’ indietro e non in avanti come avevamo fatto nel primo. Al di là degli episodi vince sempre il migliore».
Uno sguardo al futuro, più o meno immediato, dell’Inter. «Noi dipenderemo molto dalla crescita collettiva e da quella singola dei giocatori e qui ce ne sono di buoni che possono diventare top – ha garantito l’allenatore interista-. Io devo aiutarli a diventare dei grandi giocatori visto che loro hanno voglia di diventare dei protagonisti».”
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