Antonio Corbo commenta la sconfitta del Napoli contro l’Empoli nel suo editoriale per Repubblica ‘Il Graffio’:
“Il Napoli si è disintegrato nel più blando contatto con una squadra che convive con l’incubo della serie B”. Così Antonio Corbo commenta la sconfitta del Napoli contro l’Empoli.
L’editorialista di Repubblica sottolinea la distanza di 38 punti tra azzurri e toscani. “L’Empoli sa di dover correre molto e con ordine. Lo fa, rispettando l’avversario senza mai riderne per la sorprendente fragilità. Che cosa sia successo, è difficile scoprirlo persino ad Ancelotti, sgomento quando si accorge di essere alla guida di un’auto con ruote sgonfie e senza motore. Tenta qualche cambio senza speranze, ma esce esterrefatto”, scrive Corbo.
“La vittoria sulla Roma, pur disastrata, ha presentato un Napoli quasi perfetto. Con una dinamica di centrocampo finalmente equilibrata, un 4-4-2 in evoluzione per l’efficace inserimento dei mediani esterni, il solito Callejòn ed il recuperato Verdi, persino temibile concorrente di Insigne per averne interpretato il ruolo con geometrie intelligenti e generosi rientri”.
Corbo indica gli errori e cosa è andato storto. “Il Napoli comincia male, perché non solo sottovaluta l’Empoli, ma sopravvaluta la sua capacità di recupero. Lascia giocare con la supponente incoscienza di chi è certo di rimediare al divario di velocità e forza. Come dire: vedrai, questi tra poco si fermano, e vinciamo facile. Era fermo il Napoli e non si è mai mosso. Mai è uscito dalla sua statuaria impotenza. Mai ha mostrato di riunirsi in una identità tattica, di raccogliersi in una idea di squadra, si raccordarsi nel tentativo di reagire”.
Una sconfitta pericolosa non tanto per la classifica, come scrive il collega su Repubblica: “A otto giorni dai quarti di finale di Europa League con l’Arsenal, il Napoli è il ricordo di una squadra nella sua rassegnata disponibilità alla sconfitta. L’età media improvvisamente ridotta dall’inserimento di alcuni giovani sembrava motivo di vanto. Ma proprio i giovani sono stati i primi a svanire”.
Tra i peggiori, secondo Antonio Corbo “l’irriconoscibile Allan, prima disturbato da Krunic, poi dopo l’uscita del bosniaco per infortunio, poi sovrastato dai suoi limiti attuali, ieri ancora più marcati. Da sperare che il Psg non veda neanche un fotogramma della sua partita, se ha ancora voglia di acquistarlo”.
Non solo, per l’editoriasta di Repubblica, “in una partita di collettivo sfacelo si sono lasciati volentieri coinvolgere i difensori esterni, Malcuit frastornato e innocuo come il disordinato Mario Rui. L’Empoli non credeva fosse cosi facile battere la seconda in classifica, si è eccitato avvicinandosi alla vittoria, guidato da Caputo, un campione di generosità, ne avesse avuto uno così motivato il Napoli”, conclude.
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