Corbo: “Festa Champions senza De Laurentiis e i suoi contestatori. Spuntano 2 richieste del club alle Tv per gli striscioni”

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Antonio Corbo scrive sul clima che si respira in città a poche ore da Napoli-Benfica nel suo editoriale per Repubblica, Il Graffio

Partita di fascino ma non certo impossibile per il Napoli. Il Benfica gioca senza 4 titolari, in avanti due punte, la stella è il greco Kostas Mitroglou. La chiave tattica è evidente. Il Benfica ha tecnica e palleggio, il Napoli ha le stesse prerogative ma può imporre un superiore ritmo. Il pericolo c’è. Attraverso il palleggio il Benfica campione in Portogallo sa uscire da qualsiasi assedio. Quindi: massima attenzione quando il Napoli è sbilanciato in avanti. Hamsik è avvertito. Jorginho anche. Non tutto può pesare su Kouilibaly e Albiol negli spazi larghi.

Non capisco come non possano unirsi alla festa De Laurentiis e i suoi contestatori. La pace ha sempre un prezzo. Ma bisogna sempre pagarlo in due. Un po’ di umiltà non guasta da parte di tutti. De Laurentiis rimetta ordine nei prezzi, magari fissando anche il biglietto ridotto per i ragazzi. Se lo farà, i suoi oppositori non avranno alcun motivo per contestarlo ancora. Ancora una volta bisogna raccomandare ai registi di tenere alti gli obiettivi delle telecamere. Mai inquadrare gli spalti vuoti dell’anello inferiore. Quelle immagini allontanano gli sponsor. Altra gentile richiesta della società: sorvolare su eventuali striscioni, la protesta c’è, ma che resti a Fuorigrotta. Attenti anche all’audio: evitare che cori ostili si infilino nei microfoni del sottofondo. Riflettendo, la Champions rientra in uno stadio umiliato due volte: le segrete paure di scoprire le polemiche che covano nelle Curve, la desolante realtà del vecchio San Paolo ancora in attesa del maquillage, come negare anche un velo di fard ad una sfiorita signora di 56 anni.

Ma che cosa ci vuole per scuotere Napoli, per strapparla alle sue piccole liti come alle sue grandi inerzie, per montare una cornice di festa intorno ad una squadra che può davvero stupire l’Italia e forse stasera anche l’Europa?

Ci pensino anche i tifosi, non solo il presidente: esce una estate all’inizio terribile, alla fine fantastica. C’è chi dice che per lui è stata solo fortuna. Non può essere vero. Ha gestito con dignità la penosa fuga di Higuain, ha bussato a tutte le porte per sostituire un bomber da 36 gol, è volato a Verona per implorare il sì di Wanda Nara nella città di Giuletta, macché; ha ideato una sontuosa opera mediatica per tener buoni i tifosi, si è convinto infine ad ascoltare i tecnici: Sarri gli ha bocciato lo sbiadito Carlitos Tevez e non solo, in ritardo ma ce l’ha fatta Giuntoli a portare gli altri, quelli che oggi elevano la rosa del Napoli. Ma è così difficile, per presidente, un cenno di umiltà? Basta adeguare i prezzi a settori definiti non a caso “popolari”. Ha realizzato un prodigio di impresa e lo distrugge per sdegno o folle orgoglio, per non tentare la pace con una parte del tifo. In misura simmetrica sono da censurare gli irriducibili della protesta: giusto tener lontano dallo stadio, ingiuriare il presidente del miglior Napoli dall’ultimo scudetto ad oggi, da Maradona in su? Allora cosa c’è dietro un’ostinata resistenza?

Carmine Gallucci

360 gradi è l'angolazione minima con cui osservo il mondo. Twitter: @CarmineGallucci

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