Antonio Corbo scrive su Repubblica in merito agli episodi negativi che hanno coinvolto gli arbitri italiani negli ultimi tempi
“Sono diventati ingombranti gli arbitri. Più che falsare il campionato ne deprimono il fascino. La credibilità. La Juve con i suoi 70 punti vola verso il sesto scudetto, ed è la più forte. Il Napoli con i suoi 58 si lancia più fresco che mai nella volata Champions. Sono certezze queste. Ma trovano un limite nell’opacità che appanna anche l’ultima vittoria dei campioni d’Italia. Le grandi navigano tra i veleni, le ultime sono dolcemente rassegnate alla B con i milionari premi di consolazione promessi dalla Lega, nell’ampia fascia grigia le altre assistono inermi. Ma che campionato è? È un film in bianco e nero, una storia vuota, una scena avvilente se ad occuparla sono gli arbitri. La rielezione di Tavecchio alla presidenza registra il voto della Juve, nel 2014 fortemente ostile, e di Nicchi inamovibile capo della Aia, monocorde nel sostenere che i suoi arbitri siano i migliori del mondo. Quando la pace diventa noia”.

