Il
giornalista Antonio Corbo ha fatto il punto della situazione in casa Napoli attraverso il suo editoriale per il quotidiano La Repubblica. “L’eccessivo interesse sul viaggio di Benitez a Liverpool suggerisce delle riflessioni. Le prime due possono ben guidare il dibattito. 1) È corretto discutere sulla opportunità del viaggio. 2) Non è corretto confrontarsi su ipotesi incerte, non provate, magari ispirate da pregiudizi. Ricondurre il viaggio ad un presunto disaccordo tra Benitez e De Laurentiis, ancora meglio a trattative inverosimili con altri club, è puro esercizio di fantasia. Discutere sulle sole ipotesi ha un rischio: si spostano ragione e torto, verità e bugie, simpatie e antipatie in acque che diventano subito torbide. Non sono certo preconcetti e livori a renderle trasparenti. Rimaniamo quindi ai fatti. Benitez il 25 agosto, due giorni prima dello sfacelo di Bilbao, fa prenotare dal suo ufficio di Liverpool, il piano di viaggio. È lo stesso ufficio che spesso gli organizza i voli privati. Ha evidentemente scelto il periodo propizio per assentarsi: lo stop del campionato, l’assenza dei nazionali e l’invito a Nyon per ritagliarsi uno spazio. Il volo prenotato infatti è quello tra Ginevra (aeroporto più vicino a Nyon) e lo scalo londinese di Gatwick. Si può pensare che Benitez sia deluso per la campagna acquisti, che non fili con De Laurentiis, che mediti di non rinnovare il contratto, ma fondare tutto questo sulla vacanza che si è concesso sembra davvero surreale. Si può discutere sull’opportunità della vacanza. Qui la discussione è legittima. È in gioco una opinione: c’è chi vede la figura dell’allenatore come un guardiano del faro, chi ammette invece che Benitez sulla liberalità dei rapporti abbia creato un suo stile di conduzione. La conclusione è inquietante dopo aver letto molti commenti astiosi in varie sedi. Non si può non criticare il Napoli dopo il pessimo mercato. Nè assolvere De Laurentiis per l’improvvido rapporto tra annunci e affari conclusi. Un osservatore sereno deve però rilevare con preoccupazione che il Napoli in questa delicata fase sia investito non solo da critiche, peraltro meritate; anche da vaghe, incontrollate, insidiose illazioni. Ecco un’altra, la storia degli arabi e dei cinesi interessati ad acquistare il Napoli è suggestiva. Ma chi l’ha diffusa non ha fornito un solo indizio: un appuntamento, un incontro, una cifra offerta o respinta, il nome di una banca internazionale di affari. Nulla. Intorno a questo calcio, si può dire, scrivere, ipotizzare tutto. Spiace per gli altri, ma il mio Graffio non si discosterà da una regola che è anche il primo dovere di un giornalista: scindere i fatti dalle opinioni”.
Fonte: Repubblica

