Il giornalista commenta Roma-Napoli
Antonio Corbo ha analizzato il pareggio per 0-0 tra Roma e Napoli nel suo consueto editoriale per il quotidiano Repubblica.
Queste le sue parole:
“La partita mostra all’Italia del calcio anche la qualità di due tecnici che sui sessanta, anno meno anno più, sanno impostare una gara e leggerne le evoluzioni. Altri più che le squadre allenano le loro idee, e certi flop sono spietati nel rivelarne i limiti. Mourinho non esita ad affrontare il Napoli capolista con uno sbarramento difensivo a uomo. Pellegrini disturba Fabiàn Ruiz nuova mente del centrocampo, Cristante elimina dal campo Zielinski mostrandone una crisi allarmante, Veretout mette in ombra nel primo tempo Anguissa. Il Napoli sembra bloccato, e lo è ancora di più perché Insigne gira al largo dalla sinistra attraversata da Zaniolo e dal poderoso olandese Karsdrop, una corsia che rimane affidata a Mario Rui, generoso al punto di raddoppiarsi”.
Insigne sente molto il ruolo di capitano, discute con arbitro e persino Mourinho, meno gli riesce quello di regista offensivo, sempre pronto a prodigarsi, ma è un po’ appannato e colleziona la sesta sostituzione tra Napoli e Nazionale. Emergono alla distanza Ospina, Koulibaly, Rrahmani, Di Lorenzo, il clan dei combattenti nella scia di Fabiàn Ruiz e Anguissa che riemergono nella ripresa. Sull’agenda di Spalletti due note urgenti. Zielinski si è smarrito nel suo talento. Osimhen più che un bomber, è a metà fra lo showman e l’attaccabrighe. E deve allenarsi ad evitare il fuorigioco. Vi cade con il candore di un novizio”.
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