Corbo: “Napoli, potevi osare di più. Fabian Ruiz sembra una novità di poco conto ma non lo è…”

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Antonio Corbo commenta il pari del Napoli contro la Stella rossa nel suo editoriale per Repubblica ‘Il Graffio’:

“Il Napoli rientra in Champions con l’abito scuro del suo allenatore. Elegante a tratti, ma ancora formale e compassato. Poteva far meglio contro avversari facili da governare. Si intravede nel troppo temuto Marakana, descritto secondo la retorica di rito come un tempio di diavoli, la squadra che ha in mente Ancelotti. Vicina al nuovo modello, con i suoi estri ancora moderati, ma sempre più distante da quella tracciata da Sarri nell’indimenticato triennio.

La serenità del nuovo allenatore attenua modifiche che rischiano di passare inosservate. Tutto sembra normale. Anche l’inatteso esordio di Fabian Ruiz, finora assente in campionato, sembra una novità di poco conto. Non lo è, perché il forbito mediano formato a Siviglia nella buona scuola del Betis, non entra per caso e in una gara qualsiasi. È spinto in primo piano sulla scena della Champions, per rilevare a centrocampo il ruolo del vecchio capitano quest’anno riciclato in regia. E intanto sorpassa nelle gerarchie Diawara, spedito addirittura in tribuna. Quante cose in un solo cambio.

Come i primi amori, Ancelotti non dimentica il 4-4-2. Modulo non sofisticato, niente che ecciti i futuristi, ma il più equilibrato sistema consente al Napoli ancora una volta di superare senza un graffio tutto il primo tempo. La sindrome degli svantaggi iniziali è stata così superata. Già qualcosa. Ma osservando la Stella Rossa, sempre in ritardo nelle seconde palle, remissiva dalla metà campo in su per oltre la metà della partita, anche Ancelotti si chiede se non debba osare di più un Napoli con qualche fonte di luce pura. Con Milik c’è Insigne, spesso alla sua destra. Indovina una traversa con gran diagonale e disorienta i difensori esterni Stojkovic e Rodic, svincolandosi da entrambi con la sua sfuggente posizione di seconda punta nel 4-4-2.

L’idea per una svolta gli viene da una urgenza. Allan, con i primi segni di fatica dopo un folgorante avvio, è incontrista imperfetto, gioca soprattutto davanti alla difesa al centro per dare a Fabian la possibilità di sistemare il podio un po’ a sinistra. Ma lascia troppe impronte sugli avversari e una ammonizione sul taccuino del polacco Maciniak. Nel cambio c’è la variante tattica che rompe con un passato di sostituzioni automatiche. Allan lascia il posto a Mertens, un altro attaccante per un mediano.

Addio 4-4-2, si evidenzia il 4-2-3-1 intravisto alla fine del primo tempo, quando Callejon avanza per allargarsi a destra, in linea con Mertens che severamente impegna Stojkovic e Insigne, ma aumenta la forza della mediana a due: Zielinski in controllato sale a sinistra partendo da dietro dove fa coppia con un sempre più convincente Fabia Ruiz. Tra le note positive, emerge nella sua tecnica movimentista Zielinski, la tecnica è il suo tesoro. È una spina per gli imbolsiti Stojkovis e Krsticic, ma corre tanto e offre al Napoli l’opportunità di un altro cambio. Visto che ci siamo, Ancelotti non bada al risparmio. Fuori anche Callejon con Zielinski.

C’è da schiacciare sul tavolo le ultime: riappare dalla panchina Hamsik per completare la mediana a due, spazio sulla destra anche per Ounas che rivince la sua sfida personale con Verdi, un acquisto importante che in tribuna aspetta giorni migliori. Da lassù si sarà però rincuorato vedendo il più evanescente Ounas nel caotico finale con serbi stremati ed il Napoli curvo a fare i conti sul girone con tante perplessità”.