Coronavirus in Sardegna, Solinas: “Accogliamo stranieri, ma con passaporto sanitario”
Il governatore della Sardegna Christian Solinas rilancia l’idea del passaporto sanitario, che attesti la negatività al virus, proposta che è stata dichiarata incostituzionale dal ministro per gli Affari regionali Boccia: “Dal 21 maggio abbiamo riaperto ai voli privati. E a decine, provenienti da tutto il mondo, si stanno presentando già con il loro certificato di negatività, in base a protocolli con le società di gestione degli aeroporti”.
Nonostante il via libera agli spostamenti tra Regioni dal prossimo 3 giugno, stabilito dal governo, il presidente della Sardegna frena: “Già oggi, per norme e protocolli statali, se una persona è positiva non può circolare liberamente in Italia”, ha ricordato il governatore, “noi diciamo la stessa cosa: se uno è infetto non può imbarcarsi per la Sardegna. Cerchiamo fino all’ultimo un’intesa con il governo. Che però, se continuerà a dirci no senza proporre soluzioni valide, dovrà assumersi la responsabilità di un’apertura senza controlli”.
“Le spinte verso la riapertura sono forti. Alla luce di ciò che è accaduto in altri Paesi che hanno riaperto prima di noi e oggi si ritrovano con i contagi di ritorno, avrei tenuto una cautela maggiore”, ha detto Solinas, “ma non facendo una chiusura di intere regioni, piuttosto puntando su uno screening accurato di chi si sposta. Il virus cammina sulle gambe delle persone, indipendentemente da dove provengono. Se uno è negativo al virus, può essere di qualsiasi regione: e noi, i negativi, li accogliamo a braccia aperte”.
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