Pubblicato il: 19 Febbraio 2021 alle 10:07 am

Coronavirus nel calcio, le parole del Presidente del Progetto Libertas Casalnuovo

Coronavirus nel calcio

Coronavirus nel calcio, difficoltà ed insicurezze per il mondo dei Dilettanti

Il Coronavirus nel calcio ha messo in ginocchio l’intero settore. A pagarne il prezzo più alto sono state le società dilettantistiche che vivono momenti di assoluta incertezza. Abbiamo raccolto la testimonianza del Presidente della Progetto Libertas Casalnuovo, Biagio Antignani, formazione che milita nella Prima Categoria Campana. Una realtà con un progetto incentrato sulla crescita dei giovani, con la forte volontà di dare un importante sbocco ai migliori talenti del Progetto Casalnuovo, al fine di permettere ai ragazzi di farsi strada nel calcio dei “grandi”

Presidente, il Coronavirus ha creato difficoltà al calcio professionistico ma soprattutto a quelle società che appartengono ad una realtà diversa, fatta di pochi soldi ma tanta passione e molti sacrifici. Come si affronta questa difficile condizione nelle vesti di una società dilettantistica?

“I dubbi sono tanti per il futuro del calcio dilettantistico. C’è stato modo di parlarne con altri presidenti ma nonostante tante riunioni, sono rimasti molti gli interrogativi. Il protocollo che già esiste, permetterà di vivere la genuinità del calcio nostrano anche nell’epoca del coronavirus? Altra domanda: sarebbe meglio attendere il vaccino oppure è giusto cominciare? Oggi non è facile rispondere a queste domande, anche perché i pareri sono tanti e discordanti. Quello che è certo è che  il calcio dilettantistico cambierà tra mascherine, gel igienizzanti e distanziamento. Anche perché questi sono elementi che, sicuramente faranno pensare a tutti i presidenti di queste realtà. Spese enormi sia dal lato pratico sia da quello organizzativo sia da quello emozionale. Sicuramente muterà la concezione dello spogliatoio, non solo nel senso letterale del termine: non si potrà vivere l’agitazione e la concentrazione prima della partita con tutti i compagni di squadra. Nemmeno esultare o fare gruppo dopo il triplice fischio. Tutti a distanza di un metro; ingressi scaglionati, come sappiamo, a turni; si allungheranno i tempi di preparazione pre e post gara, divenendo non più condivisione, ma piuttosto un continuo turn over al motto “speriamo di essere i primi a fare la doccia!”. Diciamo che cambia un po’ tutto. Il giudizio penso che, effettivamente, è molto negativo. Sappiamo i sacrifici che facciamo nel portare avanti questa attività e purtroppo non riesco ad essere ottimista per il futuro. Anche il rapporto con l’arbitro è cambiato. Dilemma ancora irrisolto è quello delle panchine: come bisogna sedersi? Conosciamo le strutture e gli impianti qui in Campania. Un altro problema che persiste è il pubblico. Indicazioni valide solamente per gli impianti muniti di tribune, altrimenti l’incontro dovrà svolgersi a porte chiuse. Diciamo che i punti in cui intervenire sono tantissimi. Sarà diverso anche l’arrivo al campo tra il misurare la temperatura ad atleti, allenatori, dirigenti e raccogliere le singole autocertificazioni. La vedo effettivamente troppo  dura. In tutta onestà al momento non saprei dire se vale la pena iniziare o lasciar perdere…Veramente mi trovo in difficoltà, anche perché è passione, il calcio dilettantistico è passione. E’ voglia di stare tra amici, ma, visto il coronavirus, questo non è più possibile. Ci auguriamo, quanto prima, di ritornare in tempi migliori.”
La vostra società è molto giovane ma già si è tolta diverse soddisfazioni. In 5 anni avete fatto un doppio salto di categoria e la scorsa stagione siete stati vicini alla terza promozione. Quando tutto questo sarà finito quali sono i progetti per la vostra squadra? 

 

“Il futuro della nostra società, in tutta onestà, è stato un po’ frenato dal virus, ma l’obiettivo è sempre quello di costruire una squadra giovane, con una società solida e di puntare in alto. Pensavamo quest’anno di fare il terzo salto di categoria, ma magari ci proviamo l’anno prossimo. Avendo una struttura di tutto rispetto a Casalnuovo, l’obiettivo è quello di essere la prima squadra della città ed essere seguita dalle persone appassionate, che ne sono tante a Casalnuovo, visto che siamo una cittadina di 50mila abitanti! Il futuro, ripeto, è coi giovani. Avendo anche delle scuole calcio alle spalle di spessore, vogliamo  puntare sui giovani per arrivare quanto più in alto, nelle nostre possibilità. Ci proviamo, ci proveremo sicuramente. La società è solida, compatta. La presenza come Presidente Onorario della famiglia Delle Cave fa capire la bontà del progetto e del  futuro di questa società. Mi ripeto, sicuramente punteremo sui giovani aiutati anche da un ottimo settore giovanile alle spalle.”

Mario Porcaro

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