Criscitiello attacca Rocchi: “Giusto che lasci il calcio”
Gli esiti dell’inchiesta sul mondo arbitrale continuano a far discutere. Nel suo editoriale per Sportitalia, Michele Criscitiello ha analizzato la vicenda con toni molto duri. Il giudizio sul piano penale è netto. Quello sul piano sportivo lo è ancora di più.
Il giornalista parte dal titolo scelto per il proprio intervento: “Rocchi, non c’era nulla di penale ma anche nulla di sportivo”.
Secondo Criscitiello, l’intervento della Procura non avrebbe portato alla luce elementi sufficienti per sviluppare un’indagine più profonda. Le intercettazioni avrebbero fatto emergere soprattutto dinamiche interne, conversazioni e comportamenti discutibili. Non sarebbero però emersi profili penalmente rilevanti.
L’editoriale ricostruisce anche le dimissioni di Gianluca Rocchi. La scelta sarebbe maturata in un contesto nel quale il mandato era comunque vicino alla scadenza. A pesare, però, sarebbe stata soprattutto la pressione determinata dalla vicenda.
Criscitiello scrive: “Quando una Procura della Repubblica scende in campo per queste cose significa che sono avvertimenti o non hanno nulla di meglio a cui pensare. Rocchi si dimise perché fu costretto a farlo, oltre al fatto che dopo pochi mesi sarebbe scaduto il suo mandato. Se parliamo di inchieste e denunce sicuramente la Procura non aveva in mano nulla per poter indagare e andare fino in fondo. Quando fai questo tipo di inchieste quello che esce dalle intercettazioni è spesso gossip o giri strani in ambito sportivo”.
Il punto centrale dell’analisi riguarda però la condotta della classe arbitrale. L’assenza di conseguenze penali non cancellerebbe, secondo il giornalista, la gravità sportiva e istituzionale di alcuni comportamenti.
Nel mirino finisce soprattutto il rapporto telefonico tra Rocchi e Viglione. Una circostanza considerata incompatibile con il ruolo ricoperto e con il livello di attenzione richiesto a chi occupa posizioni di vertice.
Criscitiello conclude con un attacco diretto: “Ma non ci scandalizziamo di nulla perché sappiamo come funzionano certe cose ma siamo abbastanza sbigottiti di fronte a cosi tanta superficialità da parte della classe arbitrale. Rocchi che parla a telefono con Viglione è l’abc delle cose che non vanno fatte. Quando raggiungi il potere, però, pensi di diventare onnipotente e intoccabile ed è lì che scivoli sulla buccia di banana. Rocchi non avrà problemi penali, ci mancherebbe, ma è giusto che chiuda qui con il mondo del calcio”.
La posizione espressa nell’editoriale è quindi chiara. Nessuna responsabilità penale accertata. Resta però una valutazione molto severa sul piano sportivo, professionale e istituzionale.
Fonte foto in evidenza — Archivio —
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