Forgione: “La prona stampa tace sui problemi in casa Juventus”

   
   

Lo scrittore e giornalista Angelo Forgione, ha pubblicato sul proprio profilo Facebook un post che richiama l’attenzione sul silenzio della stampa nazionale della situazione in casa Juventus

Angelo Forgione, fondatore del V.A.N.T.O., sottolinea come i mezzi di informazione non palesino ciò che, anche con una semplice analisi, è un problema non da poco nei conti del club bianconero:

“Forse non ve ne siete accorti ma c’è un problema in casa Juventus, e se non ve ne siete accorti è perché la prona stampa non ne parla. La #Juventus 2019/20 non vuole vincere la Champions. Deve vincerla! Perché l’azzardo #Ronaldo dello scorso anno impone grandi acrobazie per salvare i conti. E allora, dopo il “flop” della scorsa stagione, in cui la Juve con Ronaldo ha vinto meno della Juve senza Ronaldo, Fabio Paratici sta passando giornate di fuoco, non per il caldo ma per la necessità di (s)vendere, risolvere il rompicapo e far quadrare i conti. C’è da piazzare #Dybala, anche se #Sarri non lo lascerebbe andare se non fosse che non decide lui. “Se ho parlato con Dybala? Posso anche parlarci – ha detto il tecnico – ma il mercato va in una certa direzione, quello che dico io conta zero. Sei vanno tagliati, dipende dal mercato. Io vorrei tenerli tutti, ma…”. Ma non può tenerli tutti, perché lui, si sa, fa affidamento su un blocco di uomini fidati e teme fortemente di ritrovarsi a gestire uno spogliatoio spaccato, con una metà ingombrante contro di lui”.

Angelo Forgione incalza contro chi aveva travisato la sua precedente analisi sul tema

 “A qualche scribacchino da social che, il 17 aprile scorso, dopo l’eliminazione della Juventus dalla Champions per mano dell’Ajax, travisava pretestuosamente la mia analisi del problema che andava ad aprirsi in casa bianconera, ricordo che già quel giorno avvisavo del profilarsi del rebus juventino all’orizzonte, un cappio che gli olandesi avevano messo al collo della Juventus: “Se non cederà Ronaldo – scrissi – sarà costretta a liberare costi in bilancio con cessioni pesanti, che rimuovano altri ingaggi di rilievo e quote di ammortamenti, a partire dal 26enne Dybala, il cui valore, tra l’altro, è calato con l’arrivo del portoghese”. Dybala, un anno fa, prima dell’approdo di Ronaldo in bianconero, valeva 110 milioni. Oggi ne vale 85, e la Juve lo propone a Tottenham e Manchester Utd a 70, perché è il primo uomo da sacrificare, anche in saldo. L’argentino, fin qui, si è messo di traverso, creando grosse difficoltà ad Agnelli, a Nedved e a Paratici, l’uomo che si prestò per chiudere l’acquisto del portoghese mentre il suo mentore Marotta si diceva contrario all’operazione. Se andrà, lo farà scegliendosi la destinazione, a dispetto di quella che gli propone il club che l’ha sfiduciato. Sembrano lontani, e non lo sono, i giorni in cui la prona stampa italiana scriveva che il fantasista juventino era più forte di Messi, e che Ronaldo, in forza al Real Madrid, avrebbe fatto la riserva nella Juventus di Dybala. Per la Joya stessa sorte del connazionale #Higuain, perché l’onda lunga del lusso Ronaldo – oltre 60 milioni lordi solo per lui che, considerando le quote ammortamento, salgono a una novantina – continua a produrre i suoi effetti sul bilancio bianconero. Un lusso che, insieme a tutta la sua cricca di una trentina di elementi stipendiati dal club, ne condiziona mercato e bilancio. Il bilancio della Juventus si è appesantito con i 75 milioni di sforzo per De Ligt più 8 netti di ingaggio. Kean, Cancelo, Spinazzola e Orsolini – continua Forgione –  sono state operazioni di necessarie plusvalenze ormai di prassi, ma oltre a dover fare cassa c’è da liberarsi della zavorra di corposi stipendi. Dybala, Higuain, Mandzukic, Matuidi, Perin, Rugani, Pjaca e uno tra Khedira ed Emre Can altrettanto necessarie cessioni programmate, ma non certe. Non è che la Juve rischi di portare i libri in tribunale, è chiaro, ma o Dybala e qualcun altro vanno oppure toccherà correggere il tiro negli esercizi successivi, dire stop a questo mercato e affidare le sorti della dannata ossessione Champions a qualche esubero da rivitalizzare. Andrea Agnelli, bramoso di gloria, spera di sbarazzarsi di un 25enne di talento pur di sostenere il lusso di un 34enne al quale affidare il sogno, ormai obbligo, di vincere la Champions. Pensate se l’ossessione dovesse restare ancora tale. E Sarri la chiama ‘situazione imbarazzante'”.

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Mario Scala

About Mario Scala

Sono nato a San Giorgio a Cremano(NA) il 19/11/1983. Ho frequentato l'ITIS Alessandro Volta e nel 2002 diventato perito informatico. Nel 2006 ho conseguito la laurea breve in "Scienze organizzative e gestionali ad indirizzo marittimo e navale". Risiedo attualmente in provincia di Massa Carrara. Fino a che avrò 36°C in corpo FORZA NAPOLI.

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