Gianni Di Marzio – Addio al primo napoletano sulla panchina del Napoli

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Addio a Gianni Di Marzio. Una passione per il calcio e per Diego Armando Maradona. Un figlio di Napoli che va via

Buon viaggio Gianni. L’annuncio del figlio Gianluca Di Marzio sulla scomparsa del padre Gianni ha lasciato impietrito il mondo del calcio. Con un post sui social l’esperto di calciomercato ha annunciato la morte del suo carissimo padre: “Allenatore del popolo, papà unico, marito passionale e nonno dolcissimo. Non ti dimenticherò mai, non ti dimenticheranno mai e adesso vai da Diego così potrai finalmente allenarlo”.  Gianni Di Marzio ci lascia all’età di 82 anni portandosi via un bagaglio di esperienze molto vasto da giocatore, allenatore e consulente di mercato di Napoli e non solo.

La carriera di Gianni

Il giovane Gianni Di Marzio a causa dei troppi infortuni fu costretto ad abbandonare il calcio giocato e lanciarsi, subito, nel ruolo di allenatore. Le prime esperienze arrivarono per guidare le squadre di Serie C tra Internapoli, Nocerina e Juve Stabia dove riuscì ad ottenere ottimi risultati. Di conseguenza la chiamata di una squadra di B: il Brindisi. Una parentesi particolare della carriera di Di Marzio, che gli stava costando la vita. Vittima di un brutto incidente stradale fu soggetto ad un delicatissimo intervento facciale e il lungo periodo di convalescenza gli portò l’esonero con la squadra pugliese. Di altro verso fu l’esperienza con il Catanzaro di Claudio Ranieri dove ottenne la promozione nella massima serie attraverso il gioco, i goal e, soprattutto, con il gruppo. Un legame con i suoi ex calciatori che non si è mai sciolto, anche con lo stesso Ranieri che lo considerava a tutti gli effetti il suo maestro. Successivamente arriva Napoli (che si approfondirà dopo) e il Catania. La squadra siciliana con lui in panchina riuscì ad ottenere la promozione in Serie A. Dopo una serie di incarichi tra panchine di A e B, Gianni Di Marzio decide di aprire una nuova fase della sua carriera ricoprendo il ruolo di dirigente con il Palermo nel 1992 e con il Venezia di Zamparini nel 1996. All’inizio di questo millennio fu chiamato dalla Juventus per ricoprire il ruolo di responsabile dell’area esterna e, come veniva spesso raccontato da Di Marzio, aveva cercato di portare in Italia due giovani pezzi pregiati: Cristiano Ronaldo e Lionel Messi. Sul finale arriva l’esperienza di consulente di mercato con il Queen Park Rangers e con il Palermo. Una carriera da allenatore eccellente riconosciuta due volta con il premio di “panchina D’Oro” (all’epoca Seminatore d’oro) grazie all’esperienziale con la Nocerina e con il Catanzaro.

Il legame con Napoli

Gianni Di Marzio era figlio del Vesuvio nato nel 1940 alla Torretta, vicino allo Stadio di Diego Armando Maradona. Nell’estate del 1977 il grande Gianni diventa il primo napoletano ad essere allenatore del Napoli riuscendo a conquistare un quinto posto e la qualificazione in Coppa Uefa. Nell’esperienza partenopea l’allenatore napoletano ha sfiorato la vittoria della Coppa Italia, perdendo la finale contro l’Inter, e rimase storica la sua vittoria di 5 goal contro la Juventus di Trapattoni, grazie ad una eccezionale prestazione di Beppe Savoldi. Il legame di Di Marzio con la città di Napoli viene riconosciuta con l’omaggio nella fermata di “Mostra-Stadio Maradona” e ha un solo comune denominatore: Diego Armando Maradona. Infatti, Gianni ha raccontato in una intervista con Sky Sport di aver scoperto el Pibe de Oro: “Ricevetti la telefonata di Settimio Aloisio, uno dei responsabili della sezione calcio dell’Argentinos Juniors, di origini calabresi e tifoso del Catanzaro. Mi dice: ‘Abbiamo un ragazzo fenomenale, è stato anche tra i 40 pre-convocati, ma ha solo 17 anni e il ct Menotti gli ha preferito gente di maggiore esperienza. Lo devi assolutamente vedere… Arrivammo su questo campo in terra battuta le due squadre erano pronte, ma Diego non c’era. Dovemmo andare a casa sua, a Villa Fiorito. Era arrabbiatissimo con Menotti per la mancata convocazione. E in un quarto d’ora fece tre gol. Una volta negli spogliatoi gli feci firmare un contratto in bianco. Era nostro per 220mila dollari, 300 milioni di lire dell’epoca”. Un mancato acquisto di Diego dovuto al blocco degli stranieri in Serie A e la non volontà di Ferlaino di acquistare il fenomeno argentino, un arrivo rimandato a 6 anni dopo dal Barcellona per 13 miliardi di Lire. Di Marzio amava Diego ed ha sempre mantenuto saldo questo rapporto. Gianni Di Marzio è un figlio di questa città e come tale Napoli l’ha sempre rispettato, onorato e venerato. Una Napoli che non ha mai dimenticato un suo figlio, un suo allenatore e un suo eroe. La dichiarazione d’amore per Napoli passano sempre per quelle per Diego, in un’intervista alla domanda “Quindi Maradona è megli’e è Pelé?” lui rispose: “Certo. Che domande!

Oggi Napoli piange un suo figlio! Un personaggio che ha sempre dimostrato di essere una persona educata, gentile ed elegante. Come hanno fatto tutti anche la redazione di Forzazzurri.it fa le più sentite condoglianze a Gianluca Di Marzio. Ciao Gianni!

Francesco Abate

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