L’esterno azzurro Elseid Hysaj ha parlato della sua nuova avventura alle falde del Vesuvio in un’intervista a Il Mattino. Ecco quanto evidenziato dalla nostra redazione:
E da qui parte la storia del nuovo terzino albanese del Napoli.
«Una storia? Una vera favola. Perché io sono consapevole che quello che è successo a me capita solo a uno su un milione. E dè per questo che mi colpiscono le immagini di questi mesi:chi arriva qui sui barconi lo fa per fame. La stessa che avevamo noi negli anni’90»
Così è arrivato in Italia suo padre?
«Ha fatto per tre volte quella traversata dall’Albania, per due volte è tornato indietro perché sentiva la mancanza della famiglia e della sua terra. Poi ha iniziato a fare i lmuratore ma dopo pochi anni ha aperto una piccola ditta di costruzioni».
Chi è Sarri?
«Un grande allenatore, che deve ancora dimostrare quanto sia bravo. Quest’anno avrà la possibilità di far vedere tutto il suo valore. Lui è uno davvero molto preparato, uno dei più preparati».
Vede differenze tra il Sarri che ha conosciuto a Empoli e questo di Napoli?
«Lo vedo carico a mille, con una bella squadra in mano e giocatori fortissimi. Il calcio è la sua passione, la sua gioia, lui non fa questo mestiere per soldi. E lo vedo convinto di poter fare il massimo con il Napoli».
Hysaj che tipo di difensore è?
«Un difensore che pensa per prima cosa a difendere e che dà il massimo ogni volta che va in campo. Dove mi piace giocare? Meglio sulla fascia destra, perché calcio con il destro».
I suoi idoli?
«Zanetti, Tare e Cana. Questi ultimi due hanno aperto la strada all’Albania, hanno fatto comprendere quanto sia cresciuto il calcio nel mio Paese e che prendere giocatori albanesi non è una scommessa».
Che impatto ha avuto con lo spogliatoio azzurro?
«Mi hanno accolto come se negli ultimi 4 annie mezzo avessi giocato qui e non a Empoli. Pensavo che Higuain e Hamsik facessero i fenomeni con me, invece mi hanno accolto con semplicità e affetto».
I suoi sogni?
«Sono qui per arrivare alla Champions, ho scelto Napoli per poter vincere tanti titoli».

