La Gazzetta dello Sport – Il dubbio di un lettore: “Anni fa la parola “negro” non era ritenuta razzista”. La risposta
L’edizione odierna del quotidiano, ha risposto alla domanda in un abituale lettore della rosea: “Ho 70 anni, sono sempre stato un lettore, anche di giornali, e diversi anni fa la parola “negro” era usata abitualmente e non aveva alcuna connotazione razzista. Che cosa è cambiato nel frattempo?”.
È stato Franco Arturi a rispondere, per la rubrica Porto Franco: “Interessante la questione. La parola negro non è stata sempre gravemente offensiva come la s’intende oggi, in particolare dagli afroamericani. Chiarisco: si tratta di un epiteto razzista senza se e senza ma e il razzismo è il male supremo dell’umanità, insieme ai suoi figli legittimi come il colonialismo, lo schiavismo, l’antisemitismo e il nazismo che li riassume tutti. Ma è un’acquisizione linguistica abbastanza recente. Per esempio, se sfogliasse le annate della Gazzetta degli anni 60 e 70, troverebbe questo aggettivo sostantivato semplicemente per indicare africani di pelle scura e afroamericani. E anche negli Usa è stato così fino agli Anni 60, sia in letteratura che nel dire comune. Il termine era presente in famose opere di scrittori abolizionisti (della schiavitù) come la Harriet Beecher Stowe della “Capanna dello zio Tom”.
Fonte foto in evidenza — (da Football Pictures) Flickr.com —
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