Juve-Napoli, Gazzetta: “I sarristi azzurri pronti allo sgarro allo Stadium. Un precedente fa ben sperare”

 
 
   

Juve-Napoli, l’ edizione odierna de ‘La Gazzetta dello Sport’ analizza la possibile chiave tattica del march, indicando i possibili protagonisti azzurri

La settimana di Juve-Napoli infiamma la Serie A e mantiene alta la concentrazione in casa Napoli, dove più di un sarrista è pronto a fare lo sgarro all’ ex tecnico azzurro che ora siede sulla panchina bianconera. edizione odierna de ‘La Gazzetta dello Sport.

Napoli non lascia, raddoppia. La sfida a CR7 è ardua per chiunque, ma gli azzurri sono pronti a opporre JC7, al secolo José Callejon e Dries Mertens, rispettivamente maglia 7 e 14, che nella città della smorfia costituisce un gran terno col 24 di Insigne: con questi numeri Napoli ha sbancato Firenze e conta di raddoppiare a Torino, impresa ardua ma non impossibile. Fra le armi tattiche che ha a disposizione il tecnico Carlo Ancelotti, la strana coppia in scadenza di contratto, invece di inacidirsi come uno yogurt, offre giocate e soluzioni sempre interessanti.

IL RICORDO — Del resto il Napoli dovrebbe ripartire proprio dall’approccio nei primi venti minuti nella partita del settembre scorso allo Juventus stadium. Allora gli azzurri andarono subito in vantaggio: Allan che ruba palla e serve in profondità Callejon, tocco di prima smarcante per Mertens che appoggia in rete. Poi si scatenò Cristiano Ronaldo e finì 3-1, anche se c’è da sottolineare che in quattro gare contro il Napoli, fra Real Madrid e Juve, il fuoriclasse portoghese non è mai riuscito a far gol. E questo potrebbe dare autostima a una difesa che non è apparsa per nulla impeccabile a Firenze. Ma torniamo alla strana coppia ispanico-belga, che sabato scorso è riuscita nell’impresa di far segnare Lorenzo Insigne addirittura di testa.

Il gol del 4-3 è davvero molto bello con tre uomini contro 6 difensori che toccano il pallone di prima e con tre tocchi vanno in gol in modo così perfetto da apparire persino facile. Andatela a rivedere quell’azione, per puro godimento, ma anche per notare che si tratta di movimenti e giocate che il Napoli per tre anni ha usato, esaltandosi nel gioco di Maurizio Sarri. Carlo Ancelotti, da persona intelligente, agli azzurri ha dato una sua impronta, ma non si è mai sognato di intaccare il patrimonio di conoscenze e di intesa acquisita negli anni precedenti dai suoi giocatori. Un patrimonio che ha valorizzato, per esempio, aggiungendo l’opzione del tiro da fuori, quasi sconosciuta nel modo di giocare dell’attuale tecnico della Juventus. Come dire che la squadra bianconera che ancora non può essere logicamente a marchio sarrista, rischia di essere messa alle corde da una squadra che sarrista è rimasta nell’animo, cioè nel senso di cercare la giocata in triangolazione di prima, unita ora anche a una maggiore profondità voluta da Ancelotti”.

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