La Commissione Europea ha rigettato la denuncia presentata da Daniel Striani, un agente di giocatori con sede a Bruxelles, presentata contro la UEFA verso il cosiddetto Financial Fair Play, ovvero il famoso Fair Play Finanziario. Con tale denuncia Striani sosterrebbe che tale norma farebbe diminuire il reddito degli agenti, riducendo sia il numero di giocatori che i club assumono e si scambiano, sia riducendo anche gli stipendi dei giocatori stessi.
Secondo la regola del pareggio di bilancio (break even rule), un club con una perdita di oltre 5 milioni di euro nella scorsa stagione o in questa rischia l’esclusione dall’edizione successiva della Champions League e Europa League. Tale esclusione o eventuali sanzioni non si applica nei campionati nazionali. I club possono avere una perdita fino a 45 milioni di euro nella stagione a meno che gli azionisti non intervengano per coprire autonomamente la perdita.
Striani e il suo avvocato, Jean–Louis Dupont, hanno sottolineato che le norme violano il diritto comunitario della concorrenza e il diritto alla libera circolazione dei lavoratori, servizi e capitali. Dupont, esperto in materia, è l’uomo che ha ribaltato con successo norme in materia di trasferimenti di giocatori, specialmente in un caso esemplare: quello del 1995 per conto del giocatore belga Jean–Marc Bosman.
La UEFA, per volere del suo presidente Michel Platini, ha introdotto i regolamenti perché tutti i club, da quelli più grandi a quelli più piccoli, insieme hanno collezionato ben 1,7 miliardi di euro (2,17 miliardi dollari) di perdite nel 2011. Manchester City e Paris Saint–Germain sono infatti le due società maggiormente colpite dalle sanzioni, multate per la cifra record di 60 milioni euro, a maggio, per la violazione delle regole di bilancio.
Fonte: Calcioefinanza.it

