
Lazio, caso tamponi, la sentenza della Corte federale della FIGC
Lazio caso tamponi, è arrivata la sentenza: per Lotito due mesi di inibizione, 5 mesi ai medici della Lazio Rodia e Pulcini, e 50 mila euro di multa alla società. È questa la sentenza della Corte federale della Figc, nel processo per il caso dei protocolli Covid. In tarda mattinata la fine della discussione davanti alla Corte d’Appello presieduta da Marco Lipari. Di seguito le dichiarazioni dell’avvocato biancoceleste Gentile, prima della sentenza.
“Abbiamo discusso per più di un’ora, siamo stati ascoltati, il presidente ci ha dato ampio spazio. La Procura ha chiesto 11 mesi per i medici e 10 mesi per Lotito oltre a una multa di 150 mila euro per la Lazio. Noi abbiamo chiesto l’assoluzione completa”.
Pena comunque ridotta: Lotito era stato condannato a 12 mesi di inibizione dalla Corte d’appello federale allora presieduta da Mario Luigi Torsello.
Le dichiarazioni del medico Pulcini
“Una vittoria? É vicina, noi puntiamo alla totale cancellazione perchè non esiste nessun reato. Mi ritengo molto soddisfatto, partiamo da una causa pesante grave che non esiste. La mia mira è l’assoluzione completa perché so di aver fatto il mio dovere da medico. Non c’è stata nessuna disposizione della Asl che mi diceva di tenere Immobile fermo. Un medico non può essere delegittimato da un tampone, è una follia”. Ha commentato così, il medico Ivo Pulcini, a LaPresse. Poi ha continuato: “Il ricorso al Collegio di garanzia per me è necessario perché voglio l’assoluzione, ho fatto il mio dovere e voglio che venga riconosciuto. Io sono abituato a lottare fino alla fine. Ho sempre avuto il rispetto della Procura e dei ruoli. Voglio che venga legittimato il mio ruolo di medico. Da questa vicenda ne ricavo che c’è stata tanta confusione. Esiste il malato, ma non la malattia. Il protocollo o un tampone non può sostituire il medico”, ha concluso.
È quanto riporta il Corriere dello Sport.
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