Leo Messi, dalla disfatta al trionfo: l’Argentina è sul tetto del mondo!
22 novembre, Argentina-Arabia Saudita, la squadra di Leo Messi trema: prima partita del Mondiale in Qatar 2022 e prima débâcle per la squadra di Lionel Scaloni. È lì che tutto ebbe inizio, da una grande ed inaspettata disfatta. Nessun’aspettativa, e, chi di calcio se ne intende, ha scommesso sulle grandi, le altre però, quali Francia, Brasile, Portogallo. Il Mondiale è cominciato per l’équipe argentina da sfavorita, un po’ come successe all’Italia durante gli Europei del 2021. Invidia un po’ ne fa Scaloni, artefice della “Scaloneta”, il quale ha saputo leggere negli occhi dei suoi ragazzi, reggendo il confronto con le grandi, portando i suoi progressivamente ad abbracciare con passione ogni partita, credendo ciecamente in ogni singolo individuo e mantenendo rispetto all’anima della sua nazione.
È così che sono state consegnate le chiavi della vittoria tra le mani del capitano della squadra. Che sia chiaro, non è di certo uno qualunque, trattasi dell’attuale calciatore più forte del mondo (come constatato, ma lo vedremo più avanti) Lionel Andrés Messi Cuccittini, comunemente conosciuto come Leo Messi. Le qualità evidenti, innegabili della ‘pulce’ argentina hanno scombussolato – e perché no, creato un certo sgomento – nelle menti dei rivali, consapevoli delle virtù tecniche dell’attuale campione in carica. Tuttavia, cos’è successo di preciso? L’Argentina ritorna a sorridere dopo una brusca ed inattesa caduta, le ginocchia sbucciate e le cicatrici lasciano il segno.
Le aspettative e i paragoni
La delusione di quella finale persa nel 2014, la delusione negli occhi di chi ha saputo soffrire in silenzio, dinnanzi a titoloni occasionali, per dirne uno la Gazzetta dello Sport e il suo “Messi flop”.
“Il Mondiale di Messi si chiude con 4 gol all’attivo: uno all’esordio con la Bosnia, bellissimo; uno all’Iran, capolavoro autentico; due alla Nigeria, di cui uno su punizione, come nemmeno a Maradona era riuscito in un Mondiale. La differenza è che mentre Diego si accese nella fase decisiva in Messico nell’86, con la doppietta all’Inghilterra e quella al Belgio e l’assist fenomenale a Burruchaga in finale, Leo dagli ottavi in poi non ha più segnato. È stato ancora decisivo agli ottavi con la Svizzera, mandando in porta Di Maria, poi più nulla“.

Fonte foto: Flickr.com
Il riscatto di Messi
L’immancabile, opprimente e tormentato paragone con il più grande di sempre Diego Armando Maradona e le aspettative elevate che i giornali, i tifosi e il popolo avevano su di lui hanno reso quest’ultima impresa ancora più memorabile e maestosa, perché è proprio nel momento esatto in cui Leo ha alzato e baciato la Coppa del Mondo, che si è reso conto di quanto fosse grande, immenso: lui è Messi, e da tale non sarà mai Maradona. Ecco, il mio spunto di riflessione verte su questo: nessuno sarà mai uguale a nessun altro! Ammirare un calciatore, non è l’equivalente di paragonare ed io ho stima per chi di calcio ne sa fare davvero. Complimenti a te Leo, premiato come miglior giocatore del Mondo.

Leo Messi, Mondiale 2022, fonte foto: Instagram @leomessi.
Barbara Marino
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