Mazzoleni ancora tu? Ma non dovevamo vederci più?

Mazzoleni
   

Mazzoleni protagonista indiscusso della lotta salvezza

Era il lontano 2012, quando Mazzoleni sfoggiò le sue conoscenze linguistiche, espellendo Pandev per insulti in macedone. Passano gli anni ma lui resta e continua a conquistare le prime pagine dei giornali

Spesso in Italia, si parla di fuga di cervelli. Per intenderci, si tratta di quelle personalità che potrebbero aggiungere per il Paese, qualità nel settore di competenza, ma, causa mancanza di lavoro, sono costretti ad emigrare per poter emergere. Scienziati, ricercatori, dottori, in tanti obbligati ad andar via. Fortuna vuole, che un fine poliglotta come Paolo Silvio Mazzoleni, sia riuscito a spuntarla sugli altri e mostrare le sue qualità nel mondo del calcio italiano. L’ex arbitro, oggi addetto al Var, ha appeso il fischietto al chiodo causa limite d’età, trovando, grazie al cielo, posto in cabina di regia. Insinuazioni gravi quelle del Presidente Vigorito: “Non sa guardare la televisione”. Come è solo pensabile che un talento del genere, capace di comprendere anche insulti in lingue di difficile comprensione, come il macedone, non sia in grado di decidere, comodamente seduto sulla poltrona, le sorti di un’intera città? Come si può dire che ad un arbitro stia antipatico un popolo come quello del Sud? Ma Vigorito lo sa che Mazzoleni non ha paura di fare nomi e cognomi? Al massimo avrebbe potuto dire mi sta antipatico il Benevento, come già fatto parlando di quel mattacchione di Hamsik

Mazzoleni e il protocollo, storia di un amore impossibile

Si può discutere per giorni e non trovare la soluzione al rigore/non rigore di Benevento-Cagliari. Il contatto è dubbio. Asamoah colpisce Viola, che accentua la caduta trascinando la gamba. Qualsiasi decisione presa dall’arbitro Doveri sarebbe stata corretta. Chi sbaglia è il Var che, ignorando completamente il protocollo, interviene per far rivalutare l’azione. Non la prima volta che succede con Mazzoleni. In Lazio-Milan, sul raddoppio di Correa, un contatto non fischiato da Orsato, viene segnalato dal Var come chiaro ed evidente errore. Orsato lo va a guardare e, con palese fastidio, assegna regolarmente il gol, richiamando platealmente l’ex collega . L’interpretazione del protocollo di Mazzoleni lascia perplessi. A volte lo segue alla lettera, come nel caso del gol annullato al Napoli, contro il Cagliari, altre è lo mette, inspiegabilmente, da parte. L’amore tra Mazzoleni e il protocollo Var evidentemente è impossibile e viene da chiedersi, a questo punto, il motivo per cui abbia deciso di percorrere questa via lavorativa

Interrogazioni parlamentari e cittadinanze onorarie, il caso Mazzoleni infiamma l’Italia

Le polemiche che coinvolgono Mazzoleni partono una settimana prima del match salvezza al Vigorito. Il Napoli pareggia contro il Cagliari, che guadagna un punto vitale. Osimhen, sul risultato di 1-0, si invola e batte Cragno. Nel tentativo di liberarsi di Godin, una leggera spinta del nigeriano, fa svenire l’uruguagio e il direttore di gara, ravvisando il leggerissimo contatto, annulla la rete. Il Var, in questi casi, NON PUO’ INTERVENIRE. L’errore è tutto dell’arbitro Fabbri. Poco importa che per un intervento simile, proprio Mazzoleni, aveva ritenuto opportuno richiamare l’arbitro Pasqua, per valutare un tocco di Bakayoko su Hernandez, in Milan-Napoli 0-1. In quel caso, come Orsato, Pasqua preferì glissare.

Lo psicodramma vissuto in quel di Benevento, è tutto ciò che nel mondo del calcio, complottista per natura, non dovrebbe succedere. Non si comprende come Rizzoli abbia pensato che assegnare Mazzoleni, per due partite di fila, al Var di una partita del Cagliari, fosse una decisione corretta. Quel che n’è uscito dopo è solo un caso, l’errore sta alla base, e anche qui, chi sbaglia più di tutti non è Mazzoleni ma chi ha deciso le designazioni. Le polemiche per il rigore hanno indignato mezza Italia, al punto che Sandra Lonardo(moglie di Mastella, sindaco di Benevento), ha richiesto un interrogazione parlamentare a riguardo. In difesa di Mazzoleni è intervenuto Ignazio Piras, sindaco di Dualchi, comune sardo, conferendo la cittadinanza onoraria al bergamasco, rendendo tutto questo, degno delle migliori fiction all’italiana.

Mario Porcaro

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