Alex Meret, portiere del Napoli, ha rilasciato una intervista ai microfoni de Il Mattino. Ecco quanto evidenziato dalla nostra redazione:
“Arsenal? Sappiamo che sarà una gara difficile, ma noi ci arriveremo al meglio, nonostante lo scivolone di Empoli”. Parole e musica di Alex Meret. L’estremo difensore azzurro parla a tutto tondo: “conosciamo il loro valore, ma anche il nostro. Sappiamo anche che per migliorarci non dovremo più avere cali di rendimento, ne siamo consapevoli. A Londra ci aspetta una partita difficile ma siamo carichi e ci arriveremo al meglio. Senza dimenticare che domani con il Genoa vogliamo conquistare quei tre punti che ci servono per consolidare il nostro secondo posto”.
MERET INTERVISTA
Sul gap con la Juventus, il giovane portiere sembra avere le idee chiare: “È evidente, ci serve concentrazione in ogni partita, non bisogna mai sbagliare atteggiamento: per arrivare primi in classifica ci vuole l’approccio giusto sempre, contro ogni avversario. D’altronde, la Juventus lo insegna: sono anni che non perde un colpo. La mentalità è una cosa che hanno dentro. Si vede, si capisce”, ha detto Meret che a tal proposito aggiunge: “La Juve sta facendo un campionato incredibile, ha perso pochi punti, al contrario di noi. In generale noi siamo contenti per quello che abbiamo fatto, è un bel secondo posto anche vedendo le difficoltà di chi ci sta dietro, poi se la Juve arriva così tanto più avanti bisogna riconoscere i loro meriti”.
Il friulano parla anche dell’ imminente confronto con Cech, portiere dell’Arsenal, suo mito da ragazzino: “Ecco, un altro che mi incantavo a vedere alla tv e con cui mi ritroverò a giocare contro. I sogni si avverano e io aspetto quella sfida soprattutto perché noi vogliamo andare avanti in Europa fino alla fine”. E su Ospina e Karnezis, suoi compagni di squadra: “Ospina colpisce per la reattività tra i pali. Karnezis è completo come pochi, soprattutto nella tecnica: a lui davvero ruberei ogni cosa”.
Meret quest’ anno è allenato da Carlo Ancelotti, tecnico che stima molto. “Sì, anche se tanti allenatori ormai chiedono di giocare con i piedi di continuo. In questo devo migliorare, ma ammiro il mister per queste parole, perché anche per me un portiere deve prima parare e poi fare il resto. Il senso del mio ruolo è quello di non far fare gol. Però, ovvio, se hai tutte e due le cose è meglio per tutti. Mi ha subito colpito la sua umanità. Ha un rapporto con il gruppo semplice, tiene tutti in considerazione, dà fiducia a ognuno di noi: è vero, la sua forza è nella gestione del gruppo”. Ma il tecnico che più degli altri lo affascina è Guardiola: “Lo metto davanti a tutti. Dovunque è andato ha vinto imponendo il suo grandissimo gioco che è spettacolare ma anche efficace”.
Sul suo futuro, ancora tutto da scrivere, Meret avverte eventuali pretendenti: “Mi trovo talmente bene qui che vorrei dire per sempre. Diciamo che per un bel po’ di anni spero di restare qui, un posto unico al mondo, in un club tra più importanti d’Europa. Per un friulano non è facile amare Napoli subito, perché da noi c’è più tranquillità mentre qui è tutto molto più caotico. Però ti basta poco per restare stregati dal clima bellissimo. E dopo il primo impatto non si può non apprezzare quello che offre questa città. E mettere da parte tanti luoghi comuni su Napoli”.
Un’ avventura iniziata però con un infortunio e non è la prima volta: “Negli ultimi due anni ho avuto infortuni che mi hanno tenuto lontano dal campo per un po’ di tempo. Ogni volta riparto da zero, me lo impongo. Perché non posso stare lì a pensare a quello che mi è successo, a come mi è successo. Non ci penso più. E basta. Perché quando sono in campo non devo farmi condizionare dal pensiero dell’infortunio, altrimenti sarei limitato. E non darei il massimo”.
Sugli obiettivi di questo finale di stagione: “Spero di arrivarci con la continuità di adesso, lavorando giorno per giorno: la sfida all’Arsenal è prestigiosa e importante. Poi c’è l’Europeo con l’Italia che giochiamo in casa: io voglio arrivarci al meglio e fare il titolare”.
“La parata più bella di quest’anno? Quella nel finale con il Salisburgo all’andata al San Paolo: era un tiro rasoterra, alla mia destra. Elogi di Dino Zoff? Ho letto le belle parole che ha avuto per me. Essere considerato un suo erede fa venire i brividi perché lui è un leggenda del nostro calcio. Il suo paese, Mariano del Friuli, non è molto lontano dal mio: per carattere un po’ ci somigliamo come tanti che arrivano dalla mia terra. Spero di incontrarlo quanto prima perché sarebbe un sogno. Per me e per mio padre anche. La sua è una carriera straordinaria”. Una carriera decollata proprio qui a Napoli. “Io rispetto a lui qui, però, vorrei vincere lo scudetto. Lui non ci è riuscito nel Napoli. Lo vorrei per la gente di qui, per i tifosi che lo sognano. Spero di riuscirci il prossimo anno”.
Potrebbe interessarti anche:
Insigne: “Voglio stare a lungo a Napoli, ma se dovesse arrivare un’offerta irrinunciabile… Mi scoccia un aspetto e Raiola..”
Leggi anche:
Calciomercato Napoli, Marino: “Azzurri proiettati verso Lozano. In uscita? La priorità è trattenere Koulibaly”

