Napoli-Cagliari poteva agevolmente rispettare i pronostici della vigilia: gol, emozioni e partenopei ancora a ridosso di Juve e Roma. E sul 2-0 sembrava che le previsioni fossero tutte esatte nonostante le pesanti assenze a cui ha dovuto far fronte Benitez. Invece, proprio dopo la rete di Inler, inizia il festival degli errori e degli orrori a cui al Cagliari non par vero di partecipare. Tutto ciò che di ottimo si era visto prima della sosta di campionato evapora come etere all’aria e l’imbattibilità di Rafael si ferma poco oltre i 300 minuti emergendo tutte le lacune e i limiti del Napoli di quest’anno; e non basta neppure la quinta rete consecutiva del Pipita.
TOP – Con la carenza sul fronte sinistro dell’attacco, Jonathan De Guzman era l’uomo più atteso fra gli azzurri. Ha faticato non poco, anche perché Mister Benitez lo relega nel ruolo di trequartista spostando Hamsik sulla corsia mancina e ci impiega un po a trovare le giuste distanze fra i reparti. Inler e Gargano non solo il massimo in creazione di gioco infatti i prime due gol arrivano per mezzo di espedienti anche se va sottolineata l’assenza di fantasia con la concomitante assenza di Insigne, Mertens e Jorginho. L’ultima rete, invece, è siglata proprio dall’olandese volante che di testa trova un bell’angolo per beffare il giovane Cragno. Nel finale viene sostituito da Britos, un cambio che però non sortisce alcun effetto sul risultato finale.
FLOP – Tre gare senza subire reti e poi tre reti in una gara. E per fortuna che tra i sardi
erano assenti Conti e il bombre Sau. Benitez per la retroguardia inserisce Henrique per Albiol e il brasiliano, così come Maggio ha sulla coscienza almeno due dei tre gol subiti non offrendo la giusta sicurezza al reparto arretrato. Ma dopo una votazione dei tifosi iscritti al gruppo social ForzAzzurri su Facebook, è stato indicato Kalidou Koulibaly come il flop di giornata. E le motivazioni sono ben chiare: fino alla mezz’ora del primo tempo sbaglia poco o nulla. Ma poi si fa saltare facilmente da Ibarbo in occasione del 2-1 e al giovane francese, orfano di Albiol, è una terribile mazzata psicologica perché da lì in poi commette molti errori di concentrazione, come nella ripresa quando regala un pallone velenoso allo stesso Ibarbo. In generale è un drammatico passo indietro rispetto alle ultime prove; ma è l’occasione per farlo maturare solo con critiche costruttive perché può essere fra le colonne portanti del Napoli del futuro.

