Napoli-Como, sfida tra maestri e allievi: numeri da big
Un Napoli sempre più riconoscibile, tornato a mostrare tratti del gioco e dell’identità che lo avevano portato al tricolore. Lo scrive La Gazzetta dello Sport, evidenziando come la metamorfosi sia frutto di un insieme di fattori: da un lato eventi imprevisti, come l’infortunio di Kevin De Bruyne, dall’altro riflessioni profonde maturate dopo le sconfitte con Torino e PSV Eindhoven. Il risultato è una squadra nuovamente compatta, convinta e consapevole.
Oggi al Maradona il Napoli si troverà davanti un Como profondamente cambiato rispetto a quello dello scorso anno. Dodici mesi fa, la formazione di Fabregas aveva chiuso al decimo posto, con una differenza reti negativa (-3) e una difesa troppo fragile per sognare l’Europa: 49 gol segnati e 52 subiti, venticinque in più rispetto al Napoli campione d’Italia.
La musica, però, è cambiata. Adesso il Como ha la seconda miglior difesa del campionato, con appena sei reti incassate, mentre il Napoli ne ha subite otto. “Si sono invertiti i ruoli, lo studente ha messo in pratica altre lezioni del professore? Può darsi, ma non si è chiuso dietro, tiene lontano gli avversari andando a rubare il pallone in alto (72 recuperi offensivi, i migliori in A) e gli piace avere il pallone: 59,4%, secondo in questa graduatoria. Chi la comanda? Il Napoli: 60,3. Le squadre si somigliano molto di più; il Como ha perso solo una volta e il Napoli due”, si legge sulla Gazzetta.
Numeri che raccontano l’evoluzione di due progetti tecnici sempre più affini: il pragmatismo di Conte e la freschezza tattica di Fabregas, due visioni destinate oggi a incrociarsi in un confronto di idee e ambizioni.
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