Napoli, chi si accontenta gode? Per uno che gode ci sono 6 milioni di tifosi che soffrono come cani!

De Laurentiis Fake Bari

EDITORIALE – Il Napoli perde a Roma e rischia di compromettere il bel campionato disputato fino a questo momento. Perchè tanta sofferenza? Meritiamo questi ‘colpevoli’ silenzi?

ROMA-NAPOLI 1-0. Per la grande rabbia che mi pervade in questo momento la decisione più saggia sarebbe stata quella di rimandare a domani, a mente fredda, la stesura del consueto ‘pezzo’ post partita. Come cantava un famoso gruppo musicale “The show must go on” e, volente o nolente, questo dente me lo devo togliere. Ho scelto di scrivere, ragion per cui, lo faccio cercando di metterci la faccia e tutta l’onestà intellettuale possibile.

Anche oggi, purtroppo, dobbiamo mandare giù un rospo grandissimo, un calice davvero amaro. La sconfitta dell’Olimpico, arrivata anch’essa nei minuti finali (89’), ci dice che i punti raccolti in trasferta in questo girone di ritorno sono davvero pochi e, soprattutto, che gli scontri con le dirette concorrenti li abbiamo quasi tutti persi.

Il fatto è che il Napoli fino a oggi continuava a mantenere un certo vantaggio sulla terza, la Roma, cosa che trasmetteva una certa tranquillità all’ambiente, ma i passi falsi dell’ultimo periodo hanno ridotto la distanza a sole due lunghezze.

Tre giornate ci separano dalla qualificazione diretta in Champions, obiettivo che sembrava tabù ad inizio campionato, ma che rischia di sfumare proprio nel finale di stagione.

Sì, rischia di sfumare se non tiriamo fuori gli attributi.

Dalla gara contro la Juventus qualche ingranaggio si è inceppato e il Napoli non è stato più lo stesso. Da quella partita, persa all’88’, gli azzurri hanno smarrito oggettivamente smalto e idee. Il gioco è diventato prevedibile e i singoli hanno iniziato ad accusare la stanchezza per le tante partite giocate.

Ovviamente, una rosa più ampia e di maggiore qualità avrebbe potuto garantire una migliore tenuta atletica e mentale della squadra salvaguardando anche l’integrità del fegato di milioni di tifosi. Il vero problema è che chi doveva fare degli investimenti nel mercato di gennaio, purtroppo, non li ha fatti e oggi, come tante altre volte, siamo qui ad assistere ai festeggiamenti degli altri. La storia del Napoli degli ultimi anni assomiglia un po’ a quella di alcuni penitenti che, affamati, sono costretti a star seduti a tavola a guardare gli altri che mangiano di gusto.

Grassi e Regini non erano gli acquisti da fare se si voleva vincere il campionato! Nulla di personale contro i due ragazzi, per carità, ma spiegatemi a cosa sono serviti nell’economia del gioco della squadra. Sarri non li voleva, è sotto gli occhi di tutti. Un tecnico che sul 5-0 in casa contro il Bologna mette dentro David Lopez e non Grassi ti sta dicendo chiaramente che il ragazzo non era quello che si aspettava a gennaio. Un Regini che, a momenti, non viene schierato nemmeno nelle partitine di allenamento mi spiegate a cosa è servito? Il buco lasciato da Henrique andava tappato? A questo punto, se si trattava solo di riempire un buco potevamo dar spazio al ‘primavera’ Luperto.

Qualcuno sicuramente dirà che i miei discorsi sono campati in aria e che dovrei solo ringraziare se oggi il Napoli occupa stabilmente le zone alte della serie A.

Ringraziare chi? Ringraziare cosa? Voi ringraziereste una donna che vi conduce al piacere massimo e che, puntualmente, nel momento più bello, vi blocca lasciandovi con un palmo di naso? Io no, questa la chiamo sofferenza.

Mi si spieghi, poi, il motivo per il quale dovremmo sempre accontentarci e ringraziare. I miei ringraziamenti li ho fatti nel lontano 2004 e ho continuato a ringraziare negli anni successivi, ma ora il debito è stato estinto ed è giunto il momento di “sedersi al tavolo dei grandi”, così come era stato promesso.

La squadra si ama e basta e io la amo, amo i colori della maglia della mia città e sostengo sempre chi la indossa, ma chiedere di più a chi ha il dovere di dare di più non è indice di poco attaccamento, anzi, è vero il contrario.

Quest’anno i ragazzi e il mister ci hanno regalato un sogno e io li ringrazio, ma qualcuno poteva fare oggettivamente di più per far si che il sogno diventasse realtà. Bastava poco, veramente un nulla.

Ora, fino alla fine di questo strano campionato sosterrò la squadra perché nulla è perduto per la conquista del secondo posto.

Il calcio non è un film, ha le sue regole e vanno rispettate. Chi non si adegua resta al palo. Il calcio impone che quando il gioco si fa duro i duri scendano in campo e ci mettano la faccia. I silenzi fanno rumore altrove, ma non nello spietato mondo del pallone.

Nella vita si dice che “chi si accontenta gode”. Ora basta, qui per una sola persona che gode accontentandosi dei piazzamenti ci sono 6 milioni di tifosi che soffrono come cani!

Volete ringraziare? Siete liberi di farlo, ma non chiedetemi di fare altrettanto.

Dario Catapano

direttore@forzazzurri.net

Dario Catapano

Laureato in giurisprudenza e giornalista dal Febbraio 2014. Nelle cose che faccio ci metto il cuore...e la faccia! Facebook: https://www.facebook.com/dario.catapano1 Twitter: @DarioCatapano

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One thought on “Napoli, chi si accontenta gode? Per uno che gode ci sono 6 milioni di tifosi che soffrono come cani!

  1. La vedo esattamene come te e non mi spiego come mai quando meno te lo aspetti il Napoli fa una prestazione eccelsa mentre quando è atteso ad un eevento importante viene meno. Così con la juve doveva assolutamente vincere ma è andata come è andata e da allora ha cominciato a rotolare giù perdendo a Udine poi con l Inter e oggi con la Roma. Che tristezza e delusione.

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