Domani sera a Modena, si affronteranno Carpi–Napoli per la quinta giornata di campionato, la prima che si gioca nel turno infrasettimanale.
CARPI – Fabrizio Castori, marchigiano classe ’54, è fra i decani degli allenatori in Serie A ed è al timone del Carpi nell’anno della storica promozione nella massima serie. Una carriera in cui ha toccato tantissime città e con risultati alterni. Non sempre lascia il segno e le sue panchine possono durare anche qualche giornata. Fino al giugno del 2014, quando il tecnico di San Severino Marche guida il Carpi in B e poi in A. Con i biancorossi ha variato diversi moduli di gioco, dal 4-4-2, al 4-3-3, al 3-5-2, 3-4-1-1 fino ad usare il 4-4-1-1. La sua squadra ideale gioca con un metodista al centro delle operazioni e una punta centrale in grado di spaccare le difese avversarie. Contro gli azzurri è presumibile che Castori opti per una difesa a tre ed un nutrito centrocampo composto da una linea a 5. Per l’attacco solito schema con Matos in appoggio alla punta centrale, Borriello. Chiaro intento, dunque, con il 3-5-1-1 di arginare la manovra partenopea e controllare con i tre difensori le pericolosissime punte del Napoli attaccando in contropiede gli spazi che inevitabilmente lascerà la retroguardia si Sarri.
NAPOLI – “Squadra che vince non si cambia” e “Non c’è due senza tre”. Se Maurizio Sarri dovesse dare ascolto a questi due famosi adagi allora sembra scontato che il modulo con cui schiererà il suo Napoli al Braglia di Modena sarà lo stesso della doppia “manita” rifilata al Bruges e alla Lazio. Imperativo del tecnico partenopeo è quello di allargare la manovra per non rimanere imprigionato nella ragnatela carpigiana e allo stesso tempo non scoprire troppo il fianco al contropiede dei padroni di casa. Fino ad ora il tecnico sta dimostrando di saper anche cambiare e forse lo farà anche in occasione della trasferta emiliana: se da un lato è scontato che la difesa sarà a 4, probabile che, stante la necessità di ricorrere al turnover in vista della Juventus, Sarri possa rinfoltire il centrocampo, magari disponendolo su due linee in stile “albero di Natale” con appunto il 4-3-2-1.
Massimo Avino

