“Il modulo non ci farà vincere le partite”. Queste furono le prime parole di Marco Giampaolo da allenatore dell’Empoli: una dichiarazione con il chiaro intento di creare un solco netto fra la nuova gestione tecnica e quella del suo predecessore, Maurizio Sarri. Infatti per il nuovo Empoli c’è stata una transizione al più offensivo 4-2-3-1. In difesa i punti di forza sono gli esterni con Laurini e Mario Rui. Nel centrocampo spazio ai due pilastri della mediana: Zielinsky e Diousse a protezione del tridente offensivo con Croce e Pucciarelli che hanno il compito di innescare la scintilla di Riccardo Saponara, il fantasista dei toscani, il vero propulsore della manovra a supporto del terminale d’attacco: “Big Mac” Maccarone.
Per i partenopei al Castellani l’avvio di gara sarà certamente con il 4-3-1-2. Chiave tattica dunque abbastanza chiara con due linee mediane che si intrecceranno con ben dieci pedine con il rischio di imbrigliare le rispettive manovre. Non è escluso, dunque, che Maurizio Sarri possa passare al 4-3-3 a gara in corso. Proprio per questa ragione gli azzurri hanno lavorato molto su sponde e triangolazioni con la finalità di allargare il più possibile la manovra. Si tenterà di veicolare più palloni giocabili per la punta centrale, Gonzalo Higuain che questa volta dovrebbe avere Manolo Gabbiadini come spalla d’attacco. Due i punti da migliorare, la condizione atletica e l’affiatamento, soprattutto tra i reparti.
Massimo Avino
Questione di moduli: Empoli – Napoli la chiave tattica del prossimo incontro degli azzurri

