Massimo Mauro ha commentato l’ultimo turno delle big di Serie A sulle pagine di Repubblica:
“L’Inter sta diventando un piccolo dramma sportivo. Dopo il calcio di agosto che non conta niente e la prima sconfitta con il Sassuolo, i 45′ iniziali con il Torino sembravano aver riportato la squadra di Spalletti sulla buona strada. Poi però il buio: gli errori di Handanovic, un calo fisico e un deficit di personalità alle prime difficoltà. Un pari contro il Torino che rende vani due mesi di lavoro. I rimedi? Aspettiamo Nainggolan, uomo su cui puntava e punterà molto Spalletti. Il tecnico inoltre deve registrare le distanze tra i reparti. La squadra resta un cantiere aperto, le altre corrono a doppia velocità. Situazione allarmante.
La Juve invece continua a fare la Juve. Gioca passeggiando e la capacità/possibilità di Allegri di cambiare 3/4 giocatori a partita è un’arma micidiale nella serie A. Diciamo che il campionato della Juve sta diventando una una infinita passerella per la gloria dei calciatori. La chiave, come affermavo la settimana scorsa, è il comportamento dei centrali difensivi: se Bonucci e Chiellini giocano come contro la Lazio, allora i laterali di difesa Alex Sandro e Cancelo possono attaccare a tutta e dare ancora più potenza ad una fase offensiva già enorme. Circa Ronaldo, per me sta facendo la persona intelligente, sta capendo i meccanismi, si sta inserendo nel modo giusto. Non ha fatto ancora gol, ma un po’ di sfiga – vedere la palla che gli è rimasta indietro sul gol di Mandzukic: sbagliato parlare di errore – per un fuoriclasse come lui ci può anche stare.
Passo a Napoli-Milan facendo una premessa. Non sono riuscito a vedere bene la partita perché il segnale andava e veniva, ma essendo a casa di amici per fortuna non ho pagato l’abbonamento. Detto questo, il Milan ha denotato problemi di personalità, perché preso il primo gol, nonostante fosse ancora in vantaggio, quelli che dovevano prendere per mano la squadra si sono nascosti: mi riferisco a Higuain, Romagnoli, Biglia. Inoltre ho dubbi su Donnarumma. Nei primi due gol del Napoli non è sembrato irreprensibile: i tiri erano angolati, vero, ma poteva fare molto meglio. Sul Napoli, avere in panchina uno come Mertens è devastante per gli avversari. Chiaro che può fare il titolare, ma entrando a partita in corso (e la cosa vale anche per Insigne e Callejon) può veramente fare la differenza. Ancelotti, da grande tecnico quale è, questo lo ha capito”.

